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Livorno

A Livorno i maghi del design delle auto più belle

A Livorno i maghi del design delle auto più belle

Al Compolab Advanced R&D si sono dati appuntamentoi i signori del design automobilistico per la presentazione del libro che Mario Favilla, per 40 anni al Centro stile Alfa Romeo, e Aldo Agnelli, fotografo con radici teatrali, hanno dedicato ai grandi “car designer”. All’incontro hanno partecipato anche Alessandro Maccolini, “padre” dell’Alfa 4C, e Luca Mazzanti, titolare della piccola ditta artigiana che produce la supercar Evantra

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LIVORNO. «Il car designer non è un mestiere che non si affida solo a computer e matematiche ma anche alle mani: sì, la tecnologia d'avanguardia è indispensabile però deve mescolarsi con la materialità artigiana del saper fare». Parole di Alessandro Maccolini, "padre" del disegno dell'Alfa Romeo 4C, alla presentazione del libro di Mario Favilla e Aldo Agnelli dal titolo "Fare l'automobile" (Marsilio editore) avvenuta a Livorno al Compolab Advanced R&D, il polo regionale di ricerca nella meccanica avanzata.

Favilla spiega com'è cambiato il suo mestiere nell'arco dei 40 anni di lavoro al Centro stile Alfa Romeo, con responsabilità di punta anche nell'équipe di mostri sacri come Walter De Silva. «Alla fine degli anni '60 c'era lo "stilista" che aveva il compito di coprire e dare una sorta di vestito alla parte meccanica». È stata poi la volta della produzione industriale su larga scala con carrozzerie autoportanti. Fino a quando il successo del design made in Italy in oggetti come gli elettrodomestici o altri prodotti per la casa ha spinto, «inizialmente in nome della riproducibilità industriale», all'utilizzo di designer anche per disegnare le auto. «Figurarsi – aggiunge Favilla – che fino alla metà degli anni novanta toccava ai commerciali presentare ufficialmente il debutto di una nuova auto. Ci si è finalmente accorti che è un valore aggiunto far “raccontare” l'auto da chi l'ha concepita, disegnata e ne ha curato la crescita come progetto industriale».

L'ex car designer alfista, ora coordinatore del master di settore al Politecnico di Milano, mette l'accento anche su tanti protagonisti nascosti nella lunga storia dei "volti" delle automobili. A cominciare da Federico Formenti, «il mio primo capo quando sono entrato in Alfa»: era un disegnatore di una abilità tecnica straordinaria, «e la 2900 passo lungo era sua anche se formalmente porta la firma di altri». Così come Franco Scaglione, un «genio senza uguali», che ha firmato l'Alfa 33 Stradale, ma alla cui matita «si devono molte auto assolutamente straordinarie del cui merito però altri hanno cercato di impossessarsi». (Nel video a sinistra Alessandro Macconcini, in quello a destra Aldo Agnelli)

Il fotografo Aldo Agnelli, che in passato si è occupato di teatro sperimentale, sottolinea di aver ritrovato nei Centri stile «momenti di poetica nell'intrecciarsi del lavoro dei designer e delle maestranze artigiane, che hanno una altissima specializzazione e una formidabile manualità ora però in via di scomparsa».

All'incontro ha partecipato anche Luca Mazzanti, titolare della piccola casa produttrice artigiana di supercar come la Evantra: «Mio padre carrozziere voleva che io studiassi per garantirmi un futuro migliore ma io fin da quand'ero ragazzino di 7-8 anni non ho fatto altro che disegnare macchine. A un certo punto gliel'ho detto: basta con la scuola, voglio lavorare. Lui accettò la sfida dicendomi: resisterai una settimana, poi mi chiederai di tornare a scuola. Invece sono sempre qui, a inventare le macchine per sognare».

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