Il Tirreno

Livorno

E ora Buongiorno Livorno svela le video-adesioni

di Juna Goti
E ora Buongiorno Livorno svela le video-adesioni

In rete ecco i volti del movimento lanciato dall’avvocato Marco Guercio: dal musicista Marco Lenzi ai gestori della Bodeguita. Il 18 assemblea al Dessé

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LIVORNO. «Cosa c’è dietro Buongiorno Livorno? Nessun potere occulto, ci siamo noi: è il momento di metterci la faccia e di costruire qualcosa insieme». Così sia su Youtube che sul sito del movimento lanciato dall’avvocato Marco Guercio, sono spuntati nomi e video dei livornesi che hanno deciso di aderire all’appello di Buongiorno Livorno. Cos’è? Per ora una sorta di scatolone virtuale di idee che il 18 novembre prenderà forma con un’assemblea pubblica al Kino Dessé. Ma è chiaro che a ridosso dalle amministrative in pochi si aspettano che l’ “alba” lanciata da Guercio resti solo sullo schermo.

Sul sito si contano almeno 150 aderenti: si va dalla sindacalista del Comune Letizia Carmignani al musicista e insegnate Marco Lenzi, dall’umorista blogger Paolo Taradash al comico commerciante Michele Crestacci. Sindacalisti, insegnanti, fotografi, avvocati, precari, commercianti, pensionati. Qualche iscritto a Sel, anche sindacalisti Cgil. E una bella fetta del mondo dei teatri e della musica livornese.

Il musicista e insegnante Marco Lenzi – che in città, a partire dal Mascagni, non ha bisogno di grandi presentazioni – va giù duro: «Livorno – dice davanti alla telecamera – è arrivata a una fase terminale. Bisogna ripartire da zero, ricostruire i fondamentali. Ricostruire un tessuto connettivo tra tutti coloro che sentono un’esigenza di cambiamento. Chi ama questa città dovrebbe dare il suo contributo, portare le sue idee: Buongiorno Livorno si è presentato come una scatola aperta, tutti possono aderire, quello che conta è uscire dalla stasi, dalla palude. Vedo una gestione della città incancrenita, con gli stessi nomi, le stesse facce da decenni. Il problema non è risistemare un sistema che non ha più niente da dire, è ricostruirlo da zero».

Parole simili dal regista-videomaker-docente Marco Bruciati e dal formatore Andrea Raspanti: «Devono cambiare le persone che gestiscono questa città. Perché ho sottoscritto l’appello di Buongiorno Livorno? Mi viene da chiedere come mai non lo hanno fatto gli altri: è un invito a una discussione, alla responsabilizzazione, alla messa in campo di quei talenti che ognuno pensa di avere. Invito a usufruire di uno spazio di libertà».

Parlano dalla loro Bodeguita Silvia Biondi e il marito Giovanni, molto conosciuti soprattutto tra i ragazzi che vivono la Venezia. «Chi viene da noi a qualunque ora della sera – dice nel video pubblicato su Youtube Giovanni – lo salutiamo col buongiorno, proprio perché ci aspettiamo sempre che qualcuno si svegli in questa città che è come sopita da decenni di una politica che pensa solo a smistarsi fette di potere».

«Manca un’idea di sviluppo, di un progetto complessivo – gli fa eco Silvia – Livorno potrebbe dare molto di più in termini di turismo e cultura. Invece quest’anno abbiamo perso 70 navi...». «Su questa città, anche dal punto amministrativo – si lascia andare in video la commerciante, già giornalista – c’è come una cappa che tiene tutto fermo, immobile. È un po’ l’idea della rassegnazione. La cosa pazzesca che ho visto in questi sei anni di attività è che molti giovani prima cercavano lavoro, poi non l’hanno trovato, alcuni lo hanno perso, ma soprattutto molti stanno emigrando, prevalentemente in Australia: sembra di essere tornati agli anni ’50, da Livorno si emigra all’estero. Ma non come la ragazza che è andata alla Nasa quando qui le hanno detto di no. Si emigra per andare a fare i camerieri o lavorare nelle fattorie». «Dell’appello – chiudono i due – ci ha colpito l’auspicio di un risveglio». Vedremo... (j.g.)

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