Sicurezza
Ecco il terminal crociere che profuma di Toscana
Enrico Rossi taglia il nastro del punto turistico di Porto 2000 all’Alto Fondale «È il primo tassello, ora l’Authority si muova con i dragaggi». Ed è botta e risposta
LIVORNO. «Questo nuovo terminal dedicato alle grandi navi da crociera mette in condizione il porto di Livorno di offrire servizi, che in prospettiva si amplieranno, per essere fino in fondo la porta a mare della Toscana». Con queste parole il presidente della Regione, Enrico Rossi, ha inaugurato ieri il terminal che la Porto 2000 (società di Autorità portuale e Camera di commercio, guidata da guidata da Roberto Piccini) ha realizzato a tempo di record all’Alto Fondale: per impacchettarlo ci sono voluti un paio di mesi, dopo l’accordo raggiunto con la Compagnia andando oltre un lungo braccio di ferro sulle crociere.
Il terminal, costato alla società 250mila euro, è una sorta di contenitore di prima accoglienza per i turisti che scendono dai colossi del mare (qui attraccano le love boat fino a 300 metri) e che fino a ieri vagavano sulla banchina a pochi metri dalle rinfuse. In tutto circa 2mila metri rimessi a nuovo nel magazzino dove una volta venivano ammassate le banane Dole. Ci sono stand informativi della Porto 2000, della Regione, del brand Costa Toscana Cruise e dei tour operator autorizzati. Poi un Internet point, box con prodotti tipici della regione, qualche bancone per il servizio taxi, auto e limousine, shuttle-bus. E un grande parcheggio esterno per i pullman destinati a quei gruppi che corrono nelle città toscane prima ancora di avere messo piede in città.
«Con questo terminal ci faremo trovare pronti alla ripresa e a sviluppare nuovi traffici», dice Piccini, che ricorda che oggi Livorno movimenta due milioni e mezzo di passeggeri (tra crociere e traghetti) e che l’ultimo anno ha fatto registrare una flessione dopo una rapida crescita.
«Bisogna continuare così – gli fa eco Rossi – questo è un primo tassello che può rilanciare le crociere». Un primo punto a cui si «deve collegare - lo auspico, senza fare forzature - l'ingresso nella Porto 2000 di Sat (società dell'aeroporto di Pisa, controllata dalla Regione) per sfruttare le sinergie tra porto e aeroporto».
Ma intanto ci sono cose su cui bisogna accelerare («mettere gli stivali delle sette leghe») e «ognuno deve fare la sua parte». Così ecco che dopo avere assicurato che da Firenze vigileranno sulle porte vinciane perché il porto non si insabbi, il presidente torna a recitare, come dice lui, il «rosario» e suona la sveglia dell’Authority: «Siccome la Regione c'ha messo i soldi da un po’, la prossima volta vorrei tornare e vedere le draghe in funzione. Non ci sono più scuse: i dragaggi devono partire, le sabbie si possono portare a Pisa o in qualche zona industriale».
A distanza il presidente Giuliano Gallanti risponde a tono con una battuta: «Le draghe senza le autorizzazioni sono pezzi da museo». Poi il numero due di Palazzo Rosciano, Massimo Provinciali, ricorda che a mancare all’appello sono il dragaggio del lato nord del molo Italia (proprio quello dove dovrebbe spostarsi il braccio della Compagnia attivo sull’Alto Fondale) e della Darsena Toscana. Per i dragaggi la Regione ha garantito un milione e mezzo all’anno per tre anni. «Per il molo Italia – dice Provinciali – i progetti sono al ministero da aprile: contiamo di partire per l’estate». Per la Darsena «stiamo completando le caratterizzazioni per poi inviare le carte alla Regione». Visto che nel frattempo quasi tutto il porto è uscito dal Sin.
Dopo le frecce a distanza sui dragaggi, Rossi rivendica che «sono stato personalmente a Bruxelles e sono riuscito a portare via 40 milioni bloccati da tempo per lo sviluppo ferroviario: le Ferrovie, per firma di Moretti, ci dicono che per il collegamento del porto alla rete ferroviaria faranno partire i lavori entro il primo trimestre del 2014. Anche su questo bisogna vigilare: il porto si gioca una competitività straordinaria, perché potrà collegarsi con tutto il nord est e oltre». Infine lo “scavalco” per fare dell’interporto un retroporto: «Noi siamo disposti – chiude – a metterci tra i 7 e 10 milioni: i consigliere regionali ci stimolano, c'è grande attenzione da parte del sindaco, c'è volontà comune di andare avanti. Ma anche qui bisogna che ognuno faccia la sua parte».
Alla presentazione hanno partecipato rappresentanti della politica, delle istituzioni, lavoratori della Porto 2000. Sono intervenuti Kutufà (Provincia), Nardi (Camera di Commercio), il sindaco Cosimi. «Dopo aver raggiunto l’obiettivo delle ferrovie – ha detto – siamo arrivati in fondo al percorso del Piano regolatore portuale: atti e fogli che ci porteranno a cose concrete».
Juna Goti
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