Il Tirreno

Livorno

Centinaia al corteo per casa e reddito

di Lara Loreti
Centinaia al corteo per casa e reddito

La protesta dei comitati per il blitz all’ex mutua: «Il Comune deve trattare, dare un alloggio agli sfrattati non è illegale»

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LIVORNO. «Casa e reddito non sono illegali: ci hanno trattato da criminali, ma non lo siamo. Chiediamo solo che vengano garantiti i nostri diritti. E ci auguriamo che il Comune si dimostri disponibile a trattare. Già lunedì (domani ndr) proveremo a chiedere appuntamento agli assessori competenti».

Giovanni Ceraolo, portavoce del comitato ex Caserma Del Fante occupata, guida la protesta contro il blitz di martedì mattina delle forze dell’ordine all’ex mutua di via Ernesto Rossi. Una struttura dismessa occupata dagli attivisti del comitato Casa per dare alloggio a 14 famiglie sfrattate e dove sono state organizzate delle iniziative sociali. Mentre Ceraolo grida al megafono i motivi della protesta, centinaia di persone (600 per i manifestanti, la metà per la polizia), per lo più giovani, ma anche tante famiglie con bebè, sfilano per le strade del centro.

Il corteo muove i primi passi da piazza Cavour verso il Comune per poi approdare in via Rossi. “Non ci fermerete mai”, si legge sullo striscione portato da giovani e da famiglie sfrattate, firmato dai tre comitati ex Caserma occupata, Casa e ex Mutua occupata. Agli attivisti, di ambiente antagonista, non è andato giù il maxi controllo a cui hanno preso parte polizia, carabinieri, vigili del fuoco e Asl. L’indagine in corso sul caso ha già portato alla denuncia immediata di sedici persone per l’occupazione abusiva dell’edificio. Ma i comitati contestano l’iniziativa, criticandola non solo nel merito ma soprattutto nel metodo: «Alle sette queste persone, costrette a vivere nell’ex mutua perché non hanno casa né reddito, sono state svegliate da decine e decine di agenti in tenuta anti sommossa che hanno bloccato anche le strade. Come se dentro ci fossero mafiosi e terroristi. Chi pensavano di trovare all’interno? Ci hanno chiesto anche i registri! Ma di cosa? Dentro hanno trovato solo famiglie e disoccupati».

«I nostri figli sono rimasti terrorizzati», dice una donna che porta la sua testimonianza.

Nel corso della manifestazione, più volte lo speaker sottolinea la contrarietà dei comitati alle grandi opere cittadine come l’ospedale e l’offshore. «Livorno ha bisogno di altro - dice Ceraolo - È una scelta difficile occupare un posto e andarci a vivere anche perché è una struttura precaria. Ma la cosa peggiore è che l’amministrazione comunale se ne sia lavata le mani! ».

A questo proposito, i comitati insistono per aprire una trattativa con l’amministrazione per chiedere il comodato d’uso della ex mutua. Il sindaco Alessandro Cosimi, mercoledì, in apertura del consiglio comunale aveva chiesto all’ex caserma occupata di ritirare un volantino ritenuto offensivo: «Noi dialoghiamo con tutti - aveva detto il primo cittadino - ma non con chi dice che siamo criminali, con chi chiede interventi fuori dalla legalità. O il comunicato dell’ex Caserma occupata viene sconfessato o agiremo di conseguenza, per vie legali».

«È vero abbiamo criticato il Pd - ribatte Ceraolo - ma le nostre accuse erano rivolte solo al partito. Crediamo che gli amministratori abbiano una responsabilità istituzionale che va oltre: noi vogliamo solo aiutare chi ha bisogno e speriamo che da parte dell’amministrazione ci sia disponibilità a trovare un accordo e una soluzione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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