Lutto
Tagli agli indirizzi del Cecioni, due lettere a confronto
Un coppia di professori dell'Enriques, una del Cecioni. Due lettere con al centro il destino del liceo di via Galilei
Un coppia di professori dell'Enriques, una del Cecioni. Due lettere con al centro il destino del liceo di via Galilei. Chi ha ragione? Di' la tua.
LA LETTERA DEI PROFESSORI DEL CECIONI
Leggiamo sul Tirreno del 9 novembre la lettera di due colleghi dell'Enriques e ci preme intervenire per puntualizzare alcune affermazioni.
La "sollevazione" non è stata né tale né piccola, bensì una manifestazione spontanea suscitata dalla proposta inaspettata della Provincia.
La sorpresa è stata nostra e altrettanto la preoccupazione, non di perdere alunni o posti di lavoro, ma di vedere snaturata la nostra offerta formativa.
L'assicurazione che gli alunni attualmente iscritti termineranno il loro percorso di studi al Cecioni ci è stata data solo a seguito della nostra piccola "sollevazione" e comunque non è sufficiente in quanto intendiamo difendere la ricchezza della nostra scuola che consiste fin dalla sua origine nella pluralità degli indirizzi di studio, nonché garantire la libertà di scelta per gli alunni delle future prime.
Il fatto che il Cecioni abbia potuto attivare cinque Licei dipende esclusivamente dall'esperienza maturata in 40 anni di sperimentazione che già prevedeva cinque indirizzi di studio, di cui i nostri attuali Licei sono la naturale prosecuzione: il Liceo Linguistico ci è stato assegnato in quanto da sempre esistente solo nella nostra scuola un indirizzo con diploma finale di maturità linguistica; il Liceo delle Scienze Applicate ci è stato assegnato in quanto estensione dell'Indirizzo sperimentale Brocca Scientifico Tecnologico.
Nell'assoluta convinzione che i nostri cinque Licei siano inscindibili per mantenere la ricchezza di rapporti che si crea tra studenti di diversa formazione e la possibilità dei docenti di articolare la loro professionalità in diversi ambiti culturali, ma consapevoli che il Cecioni non può per motivi logistici espandersi a dismisura, intendiamo valutare soluzioni che garantiscano agli studenti un sistema di istruzione pubblica articolato e qualificato, proprio nell'ottica di "servire nel miglior modo possibile i cittadini".
Anna Maria Citi - Gabriella Luise
VIDEO Perché giù le mani dal Cecioni? Rispondono gli studenti
LA LETTERA DEI PROFESSORI DELL'ENRIQUES
L'altro giorno, leggendo sul Tirreno il resoconto della piccola "sollevazione" di docenti e studenti del liceo Cecioni contro il piano di razionalizzazione degli indirizzi della Provincia di Livorno, siamo rimasti sorpresi e preoccupati. Sorpresi perché si tratta di una iniziativa a dir poco stravagante nelle forme e nei contenuti. Preoccupati perché questo episodio suscita numerosi interrogativi, il primo e più inquietante dei quali è il seguente: chi ha sobillato e strumentalizzato gli alunni del Cecioni raccontando loro la bugia che, in seguito alla decisione dell'amministrazione provinciale, gli iscritti di alcuni indirizzi sarebbero stati trasferiti ("deportati" era scritto in uno dei loro striscioni) in un altro istituto? Come mai, ci chiediamo, il dirigente scolastico del Cecioni non ha spiegato agli alunni e ai docenti della sua scuola che la razionalizzazione degli indirizzi prevista dall'amministrazione è un atto dovuto, cioè è l'applicazione della normativa in vigore? La stessa normativa in virtù della quale, per fare un solo esempio, l'indirizzo del liceo delle scienze applicate è stato assegnato al Cecioni, ma non all'Enriques, che pure ne aveva fatto richiesta?
E come mai chi ha il compito di garantire il migliore espletamento possibile del servizio pubblico non ha provveduto a spiegare ai docenti del Cecioni che la razionalizzazione degli indirizzi non comporta tagli di posti di lavoro, ma solo una riorganizzazione a livello locale di quel bene comune che un tempo si chiamava, e che forse bisognerebbe continuare a chiamare "scuola pubblica"?
Il liceo Cecioni non è un'azienda privata in concorrenza con altre aziende private (Isis Palli-Niccolini o liceo Enriques), ma è uno degli istituti in cui è articolato a Livorno il sistema dell'istruzione pubblica; i suoi docenti non sono "concorrenti" degli insegnanti che lavorano in altri istituti cittadini, ma dipendenti pubblici, assegnati a questo o quell'istituto non per farsi la guerra, ma per cooperare con tutti gli altri al fine di servire nel miglior modo possibile i cittadini. Speriamo che qualcuno intervenga pubblicamente a sgombrare il campo da equivoci che gettano una luce davvero inquietante sulla situazione della scuola livornese.
Lamberto Giannini - Maurizio Sciuto
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