Gioco
Assolta per la rapina all’anziana
L’ex fidanzato condannato a due anni con rito abbreviato
LIVORNO. «Non c’è concorso morale perché manca la prova dell’istigazione o agevolazione nella rapina». Ecco perché il giudice Marina Cirese ha assolto perché «il fatto non costituisce reato» Elena Trambusti, 23 anni, nata a Firenza ma residente a Livorno. Era accusata di rapina, danneggiamenti, e detenzioni, tutti reati che le venivano contestati in concorso con l’ex fidanzato Ivan Volterani, 31 anni, che per gli stessi reati nel giugno scorso è stato condannato in abbreviato a due anni.
«Attraverso le testimonianze - spiega l’avvocato della giovane, Luciano Picchi - siamo riusciti a dimostrare che la mia cliente non ha avuto nessun ruolo durante la rapina, al massimo si poteva pensare ad una connivenza che però non è punibile dalla legge».
Secondo la ricostruzione della polizia che ha condotto le indagini, Il 20 settembre dello scorso anno Ivan Volterrani ed Elena Trambusti erano insieme a bordo della Fiat Panda verde della mamma della ragazza. Lungo via di Montenero i due tamponarono una Ford Fiesta sulla quale viaggiava Sylvia Mazzei, 78 anni.
Dagli atti è emerso che il trentunenne è sceso dall’auto, ha preso l’anziana per un braccio, l’ha minacciata rubandole poi un portafoglio della Luis Vuitton, 100 euro, una carta di credito e un bancomat, i documenti, due libretti di assegni, un cellulare e un portamonete con alcune monete. Dopo la rapina i due, che allora avevano una relazione, fuggirono cercando poi di non farsi riconoscere tagliandosi anche i capelli. Ma la messa in scena non durò molto. Dalle indagini coordinate dal pubblico ministero Massimo Mannucci, gli agenti risalirono ai due anche grazie alle testimonianze di alcuni cittadini e trovarono anche parte della refurtiva. Volterrani venne arrestato mentre la donna venne indagata a piede libero.
Secondo gli inquirenti, le prove a carico dei due erano talmente evidenti da chiedere per entrambi il giudizio immediato che è stato poi accettato dal giudice per le indagini preliminare. Ieri l’ultimo atto della vicenda, a ameno che la procura non impugni la sentenza.
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