Gioco
Turisti “impacchettati” dal porto alla stazione
I grandi gruppi si accordano direttamente con le compagnie di navigazione Ecco come i bus bypassano il centro verso i binari (con fermata a Porta a Terra)
LIVORNO. Sono circa 900mila i croceristi che ogni anno sbarcano a Livorno. La maggior parte fa appena in tempo a mettere piede sulla banchina che subito corre, con pacchetti organizzati, nelle città d’arte della Toscana. Del resto, si dirà, se una volta nella vita sfiori Firenze, non lo vuoi dare almeno uno sguardo a piazza della Signoria? Quella percentuale che però resta in città (10? 20?) fa gola, eccome. Peccato che molti di quei turisti che potrebbero raggiungere la piazza del Comune con gli shuttle bus, vengano caricati direttamente sottobordo da pullman privati e portati alla stazione, con fermata al centro commerciale di Porta a Terra. Il Tirreno lo ha raccontato il 14 settembre, scatenando le ire delle associazioni di categoria. Ieri l’assessore Maurizio Bettini ha fatto alla settima commissione una fotografia di quel meccanismo a scatole cinesi che fa sì che i vacanzieri bypassino il centro.
Il rapporto di Bettini è frutto di un’indagine condotta negli ultimi mesi dai vigili urbani e dall’ufficio Mobilità, in risposta anche a un’interpellanza della consigliera Pd Arianna Terreni, che lavora allo sportello turistico di via Cogorano. «Dall’inizio della stagione – scrive Terreni – è stato evidente un forte calo di presenze di turisti, non solo a causa dell’abbandono di numerosi scali in favore di La Spezia per problemi legati alla certezza degli ormeggi, ma anche per il crescente numero di trasfer porto - stazione venduti a bordo delle navi dai tour operator delle compagnie. Lo possono fare?». E poi: «Ricordo che in passato è stata negata alla Porto 2000 l’autorizzazione a fare il servizio porto-stazione perché in concorrenza con l’allora Atl».
Quello di cui stiamo parlando, risponde Bettini, «è un servizio “ncc”, di noleggio col conducente, che non ha niente a che fare col trasporto pubblico. Chiunque lo voglia svolgere deve avere in mano il permesso per arrivare a banchina, un contratto con l’armatore e una serie di titoli». Come iscrizione al Ren, titolo di accesso al mercato, immatricolazione dei mezzi. A Livorno, a gestire i bus che scavalcano il centro, è Aloschi Bros srl, che ha la plancia di comando a Napoli e che, spiega Bettini, «offre direttamente alle compagnie di navigazione servizi “ncc” per trasportare i turisti da sottobordo alla stazione, stipulando contratti di servizio». «Aloschi – riprende l’assessore – ha un accordo con Cruice Service in Bus Livorno, che costituisce un consorzio di imprese che si impegna a fare il trasporto richiesto. Nel caso in cui si trovi senza sufficienti mezzi, la Cruise stipula a sua volta contratti di affitto dei bus con altre ditte autorizzate». In teoria chiunque potrebbe svolgere un servizio simile. Nella pratica si crea un monopolio, perché sono in pochi ad avere come minimo la forza di trattare con le compagnie. «Gli enti locali – chiarisce Bettini – possono solo controllare che il servizio a terra sia svolto regolarmente: Authority e Porto 2000 autorizzano l’arrivo sottobordo. Dopo i controlli capillari, i vigili urbani ci hanno riferito che questi passaggi si svolgono nel pieno rispetto delle norme del codice della strada e della regolamentazione per i servizi “ncc”».
Ma verificata la regolarità tecnica, il problema di fondo resta: i turisti salgono sui bus e magari di Livorno si riportano a casa solo una busta dell’ipercoop. «Se mi chiedete di regolamentare il transito di quei bus – risponde Bettini alle sollecitazioni di alcuni consiglieri – non lo posso fare. Non è un servizio di trasporto pubblico ed è frutto di accordi tra privati. Ho però incontrato il segretario dell’Authority che si è impegnata a creare nella nuova Stazione marittima un punto in cui siano visibili tutte le tipologie di servizio offerte dalla città, anche quelle più economiche di Aloschi». Se è vero che dal porto alla stazione i croceristi pagano 16 euro.
«Condivido la preoccupazione che questo servizio dreni turisti dal centro e dalla città – chiude Bettini – ed è vero che occorre un sistema Livorno che funzioni». Ma dalla partenza, dice, prima ancora che all’arrivo: «I contratti con le grandi compagnie non vengono firmati né a Livorno né a Napoli, ma magari in Florida, quando ci sono le convention di settore». E dove l’ultima volta, ricorda Bruno Tamburini (Pdl), portuali e Porto 2000 sono andati a farsi concorrenza.
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