Gioco
Cercansi spazi... che non ci sono
La preside dell’Orlando: «Ne abbiamo, ma serve la ristrutturazione»
LIVORNO. Alla ricerca di spazi per la riorganizzazione dei licei e degli istituti livornesi, escludendo il Cecioni, il Niccolini Parri e l’Enriques che, a vari titoli, sono entrati nella vicenda che ha tenuto banco negli ultimi giorni. Nuovi spazi, o ulteriori, è quello che chiedevano molti docenti del Cecioni all’incontro col presidente della Provincia, Giorgio Kutufà, parlando di «problema che la città deve affrontare nel suo complesso». Riccardo Simi, insegnante d’italiano del Cecioni, ha ipotizzato l’utilizzo della sede dell’istituto professionale Orlando in piazza Due giugno. La vice preside del Cecioni, Gabriella Luise, ha avanzato l’ipotesi della parte di palazzo della Gherardesca occupata dall’istituto per geometri. «Nel primo caso ci sarebbero spazi, ma totalmente da ristrutturare, nel secondo assolutamente no», come spiegato dalla preside del Buontalenti, Francesca Nacci, che gestisce anche l’Orlando. E il resto degli istituti annaspa in maniera evidente.
L’Orlando fa da magazzino. «Abbiamo prestato aule al provveditorato e al nautico che avevano bisogno di spazio per i loro archivi. Non abbiamo palestra e i locali in cui facciamo studiare i nostri 260 ragazzi sono piccoli - dice la preside Nacci - Certo, abbiamo un’area che non utilizziamo, ma deve essere ristrutturata completamente prima di realizzarci aule dove sistemare i ragazzi. La soluzione proposta dal professore del Cecioni è difficile da mettere in pratica».
Zero spazi a geometri. Francesca Nacci può parlare a ragion veduta anche dell’istituto per geometri. È preside anche di questa scuola ed esclude di poter ricavare spazi nella parte di palazzo della Gherardesca che occupano gli attuali 250 futuri esperti di costruzioni. «Le aule che avevamo le abbiamo dovute cedere proprio al Cecioni negli ultimi tre anni», puntualizza la preside. Probabilmente, l’idea di “quelli del Cecioni” prevedeva l’unione tra strudenti dell’Orlando e del Buonarroti all’interno della scuola di piazza Due Giugno, liberando spazi a palazzo della Gherardesca.
L’Iti senza sala dei docenti. «Al momento siamo a tappo». Il vice preside dell’Itis Galilei non usa mezzi termini per definire la situazione degli spazi disponibili all’interno della scuola e aggiunge: «Mediamente ci arrivano tra i 280 e i 330 iscritti alle classi prime ogni anno. Se l’anno prossimo si presentano in 400 andiamo in grande difficoltà». Gli studenti presenti sono 1392 per circa 70 aule. «Stiamo costruendo il centro di ristoro - riprende - ma lo stiamo facendo nell’area dov’era situata la sala degli insegnanti. Che adesso non sappiamo da dove ricavare, perché non c’è altro posto. Quindici anni fa abbiamo perso il Fabbricato numero uno perché servivano aule al Cecioni. E se ora dovessimo avere un incremento rischiamo di dover ricorrere alla turnazione delle aule. Che dal punto di vista dell’organizzazione del lavoro e della qualità d’insegnamento non è certo il massimo».
Via la biblioteca del Colombo. Anche gli spazi a disposizione dell’istituto tecnico economico Vespucci e dell’istituto professionale Colombo sembrano finiti, come spiegato dalla preside Cristina Grieco. «Addirittura abbiamo spostato al provveditorato la biblioteca per ricavare tre aule nella sede centrale di via Chiarini - dice - E le succursali di via Calafati e di via San Gaetano non sono da meno in fatto di spazi a disposizione. Purtroppo servirebbe un riordino totale, ma servirebbero anche soldi da investire che non sembrano esserci. Il nostro trend di crescita a livello di studenti ha subito un aumento negli ultimi anni, ma ora ci stiamo stabilizzando e non vedo grossi problemi di gestione».
Problemi futuri al nautico. «Il prossimo anno avremo quasi sicuramente problemi di spazi». Giulia Visetti, docente e collaboratrice della vice preside del nautico Cappellini fa subito al sodo, spiegando di «aver occupato tutti gli spazi a disposizione, anche i laboratori». Al nautico i ragazzi fanno lezione ovunque, ma i 520 studenti sembrano destinati a crescere già dal prossimo anno scolastico. «L’ideale sarebbe che le aule che occupa il Vespucci in via Calafati venissero assegnate a noi, come sembra avere in mente la Provincia». (a.q.)
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