Gioco
Caprilli, conto alla rovescia per il licenziamento collettivo
Ai lavoratori la lettera che annuncia la procedura di riduzione del personale Da gennaio niente cassa né stipendio. «E il nostro futuro è ancora un mistero»
LIVORNO. «Ci troviamo a denunciare ancora una volta l'estrema leggerezza con cui l'amministrazione tratta una questione così delicata, dalla quale dipende il futuro di venti persone». Lo gridano in coro i lavoratori della Labronica Corse, dopo aver ricevuto la lettera del liquidatore della società, Fabrizio Giusti, che annuncia l'avvio della procedura di riduzione del personale. Un passaggio previsto prima della cessazione di ogni attività della Labronica (in liquidazione, con un debito che si aggira sui 2,6 milioni).
«Insomma – interviene Umberto Tedeschi – il primo passo verso il licenziamento collettivo». «Mentirei – prosegue il rappresentante dei lavoratori dell'ippodromo – se dicessi che non ce lo aspettavamo. L'ipotesi era già stata ventilata dal liquidatore alle Rsu nel corso degli ultimi incontri. Ma avere la certezza del licenziamento, nel giro dei 120 giorni previsti dalla legge, mentre sul futuro restano tanti dubbi, fa un altro effetto». Se da un lato la liquidazione della Labronica procede a passo spedito, lo stesso non si può dire per la "soluzione a tre gambe" per la ricollocazione dei dipendenti tra le corse di Alfea, il golf in Banditella e il recupero della Ceschina. «Ancora oggi – lamenta Tedeschi – stiamo aspettando la convocazione ufficiale che ci era stata promessa nell'incontro del 22 ottobre con il sindaco Cosimi e l'assessore Bernardo. Una convocazione prevista entro 10 giorni, per dare risposte concrete».
Così i lavoratori ribadiscono le loro perplessità. A partire dal numero delle unità da ricollocare: «Il Comune fa i conti su 19 persone. In realtà siamo 20, perché il ventesimo, pur essendo in cassa integrazione, non ne vuole sapere di andare in pensione, non avendo raggiunto i 40 anni di contributi». I dipendenti avanzano poi una serie di domande in merito alle assunzioni di Alfea: «Si parla di "7 più 3" unità che andrebbero alla società pisana. Ma se quei tre non dovessero andare ad Alfea, che fine farebbero? Con quali modalità intendono assumerci? E se ci assumono quando saremo in mobilità, perderemo gli scatti di anzianità?».
Dubbi anche sulla sistemazione della Ceschina: «Sappiamo solo che sono stati stanziati 190 mila euro suddivisi in due anni. Chi si aggiudicherà i lavori nel parco dovrebbe prendere con sé 4 lavoratori. Ma in che modo? E per quanto tempo?».
Idem per il golf in Banditella: «Ci sembra difficile che il progetto possa decollare già nel 2014». Insomma, i dipendenti tornano a chiedere una serie di clausole sociali. «Speriamo di chiarire tutto in breve tempo e durante incontri ufficiali, altrimenti in ultima analisi non scartiamo l'ipotesi di ricorrere alle vie legali e di rivolgerci agli organi competenti, magistratura compresa, per analizzare tutte le procedure iniziate tre anni fa».
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