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Porto fermo domani per 24 ore I lavoratori incrociano le braccia
LIVORNO. Domani si fermano i lavoratori del porto. Anzi, dei porti: perché a incrociare le braccia non saranno solo quelli delle banchine labroniche. Lo sciopero è di 24 ore e sarà nazionale. Lo...
LIVORNO. Domani si fermano i lavoratori del porto. Anzi, dei porti: perché a incrociare le braccia non saranno solo quelli delle banchine labroniche. Lo sciopero è di 24 ore e sarà nazionale. Lo hanno proclamato le segreterie nazionali di Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti per dare uno scossone alla «fase di stallo in cui il negoziato per il rinnovo del contratto nazionale».
È stato annunciato che durante tutta la giornata, in concomitanza con l’astensione dal lavoro, si terranno presidi di volantinaggio e informazione presso tutti i varchi portuali.Simone Angella (Filt Cgil), Edoardo Del Nudo (Fit Cisl) e Claudio Sodano (Uiltrasporti), presentando le ragioni della protesta, il «mancato rinnovo del contratto nazionale dei lavoratori dei porti non ha solo valenza economica ma rischia di snaturare la nostra identità e di cancellare il nostro futuro». I tre sindacati chiedono «interventi incisivi delle istituzioni a sostegno della portualità nazionale che sta perdendo sempre più competitività».
Angella, Del Nudo e Sodano invitano i lavoratori a dare una risposta di partecipazione «nonostante il momento politico ed economico che stiamo vivendo»: lo sciopero – affermano – va visto «anche come la possibilità di rivendicare il diritto di appartenenza ad una categoria chiamata a difendere il proprio futuro oggi messo a repentaglio».
Ma la giornata di lotta viene inquadrata sotto il segno anche delle iniziative sindacali che più complessivamente le varie articolazioni del mondo del lavoro stanno m,ettendo in campo riguardo alla legge di stabilità e allo sciopero che Cgil Cisl Uil hanno messo in calendario per il 13 novembre.
La battaglia del sindacato nazionale mira a contrastare anche «il tentativo di smembramento dell’impianto regolatorio della legge 84/94 sulla portualità», che «tutta la comunità portuale nazionale» – viene ribadito dai promotori – ha visto come «fattore importante per il rilancio dell’economia portuale fin dal 2000 e che dovrà esserlo anche per il futuro».
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