Sicurezza
le reazioni
yyPartito comunista lavoratori. «Lo smisurato dispiegamento di forze che gli organi preposti alla sicurezza della città hanno mandato contro 14 famiglie in condizioni precarie che occupano i locali...
yyPartito comunista lavoratori. «Lo smisurato dispiegamento di forze che gli organi preposti alla sicurezza della città hanno mandato contro 14 famiglie in condizioni precarie che occupano i locali abbandonati della Asl – scrivono dal Partito comunista dei lavoratori – ha un significato politico surreale».
yyVertenza Livorno. «Diamo piena solidarietà agli occupanti della ex Asl di via Ernesto Rossi – scrivono i rappresentanti di Vertenza Livorno – che stanno subendo intimidazioni e denunce per occupazione abusiva da parte delle forze dell'ordine. Il comitato Vertenza Livorno, che da tempo si occupa di tutela dell'ambiente, di prevenzione delle malattie da inquinanti, del lavoro sostenibile, trova obiettivi comuni con coloro che difendono la dignità della persona proponendo soluzioni immediate come l'abitare sociale, il riutilizzo di materiali altrimenti destinati a diventare rifiuto, la prevenzione di malattie con la creazione di consultori gratuiti». «Siamo consapevoli – scrivono ancora – che in momenti di precarietà le soluzioni che stanno fornendo le realtà antagoniste sono indispensabili per salvaguardare la coesione sociale».
«Lo spiegamento assurdo di forze di polizia – accusano – crediamo sia una palese dimostrazione di debolezza politica». Tornando alle attività «il nostro comitato sta svolgendo con il centro Riuso & Riciclo di via Rossi una ricerca di soluzioni alternative all'incenerimento, con obiettivo di rifiuti zero, affiancandosi al centro "rifiuti zero" di Capannori».
yySel Livorno. «Il conflitto – si legge nella nota che porta la firma del coordinamento cittadino di Sel – nella nostra città assume giorno per giorno contorni preoccupanti. Soluzioni parziali, individuazione nell'altro dell'avversario, rischiano di disintegrare il sistema di relazioni culturali e sociali su cui si è basata per anni la nostra convivenza civile». «È evidente – accusano i vendoliani – l'assenza di un autonomo punto di vista delle istituzioni locali.
Vogliamo essere chiari: la legalità democratica, il rispetto della trasparenza sull'uso dei beni pubblici, sono per noi valori fondanti della democrazia.
Ma sono valori vissuti, che non consentono le risposte che abbiamo visto ieri. Non ci convince - oggi come ieri - una risposta repressiva alla scorciatoia dell'occupazione di beni pubblici e privati. Così come non ci convince una trattativa diretta, che vive comunque come una eccezione il rapporto tra istituzioni pubbliche e occupanti. Sel – chiude la nota – crede nello sforzo di disegnare e costruire percorsi trasparenti e condivisi di messa a valore pubblico di iniziative auto organizzate di cittadini. Per questo cogliamo l'occasione dei fatti di martedì per rilanciare la nostra proposta sull'utilizzo dei beni pubblici:
si individuino rapidamente i beni dismessi, oggettivamente invendibili anche per le condizioni del mercato immobiliare, si disegni una tabella di priorità di uso di interesse pubblico (sociale, culturale, sanitario, abitativo) così come vissuto dalla città ed indicato dal governo delle comunità».
yyUniti per cambiare. «Piena solidarietà alle famiglie e ai ragazzi dell'ex Asl» viene espressa da
Uniti per cambiare Livorno. «Nella struttura occupata da alcuni mesi – scrive Alberto Lenzi – hanno trovato ricovero famiglie con minori sfrattati per morosità incolpevole e i ragazzi svolgono attività sociali. Siamo molto preoccupati per la temperatura del conflitto che sta crescendo anche nella nostra città. Si può rispondere in due modi: con la repressione dell'"illegalità", con interventi come quello di martedì, o con le scelte di una democrazia includente». «Dobbiamo decidere – chiude – il futuro dei beni pubblici dismessi (oggi invendibili, viste le condizioni di mercato), che se messi a disposizione, tramite bando a evidenza pubblica a progetti di uso sociale, rappresenterebbero una nuova prospettiva per la città. Nel caso di via Rossi, visto l'impegno degli assessori Bernardo e Roncaglia ad aprire una trattativa con l'Asl, è necessario lavorare per un accordo di comodato gratuito in attesa d un Piano di recupero cittadino di tute le strutture pubbliche dismesse».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google