Gioco
«Siamo l’eccellenza, fateci lavorare»
Il preside rifiuta la riduzione di indirizzi di studio e invoca la libertà di scelta
LIVORNO. «Il nostro liceo è cresciuto in maniera omogenea, favorendo uno sviluppo sia economico sia didattico che difficilmente potrà continuare se vengono tolti pezzi». Così il preside del Cecioni, Giuseppe De Puri, nel giorno in cui la sua scuola è minata da voci che la vogliono ridimensionata dal prossimo anno.
Una mattina e un pomeriggio in cui le voci si sono rincorse in attesa di quel che accadrà stamani durante la conferenza dei servizi tra i dirigenti scolastici e l’assessore provinciale all’istruzione, Fausto Bonsignori. «Io sono dipendente dello Stato - ammette De Puri - ma capisco anche i malumori delle famiglie, degli studenti e dei docenti che hanno trovato in questa scuola una struttura per rinfrancarsi dal clima di sfiducia che aleggia sulla nostra società. Credo che tutto dovrebbe essere regolato da una sorta di libero mercato».
Già, perché dietro al preside ci sono i 150 professori, i quasi 1700 ragazzi e le loro famiglie che premono affinché non venga toccata l’offerta didattica del Cecioni, ormai divenuta una realtà importante nello scenario scolastico livornese. Molti genitori si sono fatti sentire, dicendo che nessuno deciderà per loro «sulla scelta di dove mandare i figli a scuola». Rifiutando l’imposizione dell’Enriques. E c’è chi su Twitter lancia l’hashtag #giulemanidalcecioni.
De Puri, dal canto suo, spiega di aver già intavolato una discussione con la Provincia: «Capisco le esigenze di trovare un equilibrio logistico sul territorio e che il nostro liceo è oggettivamente cresciuto molto negli anni. Così, abbiamo proposto di fare scelte decise dal prossimo anno, non accettando più tutte le richieste che ci arrivano nel periodo della scelta della scuola superiore. Credo che potremmo accettare ragazzi che hanno fratelli già nel nostro liceo, per un discorso anche di risparmio economico per le famiglie. Oppure potremmo selezionare gli studenti in base a una sorta di elenco temporale delle iscrizioni o a sorteggio. Ma tutto in maniera pubblica e alla luce del sole, evitando di utilizzare criteri di merito oppure creare un numero chiuso». Del resto, i risultato del Cecioni parlano abbastanza chiaro, secondo De Puri: «Anche quest’anno stiamo partecipando a gare internazionali di robotica. E abbiamo distribuito tablet a due classi con fondi ricavati dalla nostra attività».
In serata ha parlato anche la vice preside, Gabriella Luise. «Per fare queste scelte bisogna entrare nel merito dell’offerta didattica. E non decidere basandosi su criteri prettamente tecnici. Ecco, abbiamo il sospetto che il nostro possibile ridimensionamento sia figlio di relazioni fatte da persone che con la scuola non c’entrano proprio niente».
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