Toscana
Quella storica rivalità con l'Enriques
Il ricordo di una ex - L'articolo
di Juna Goti
Lo dico subito, giusto per giocare a carte scoperte: io sono una “enriquessina” doc. Cresciuta e diplomata in via della Bassata. Nel liceo di via della Bassata. Perché in realtà sono cresciuta in una casa che quasi si affaccia su via Galilei, non lontano dal Cecioni.
Dal giorno del diploma sono passati quasi dieci anni. Forse a giugno li festeggeremo con una cena di classe (quella che facevamo ogni venerdì sera, perché il sabato all’Enriques - indirizzo linguistico era festa) e con un viaggetto in ricordo dei vecchi tempi. Di quando per salutare la maturità partimmo in sette giovani donne, versione sette nani, un po’ ansiose e un po’ spaventate per l’inizio dell’università. Ma questa è un’altra storia.
Di quegli anni porterò sempre con me gli amici. Le corse da casa al viale Italia alle 8.35, sempre in ritardo. Le croci rosse che faceva Nadia Gambis sugli orrori che spuntavano nei temi di italiano. Le sante brontolate in inglese di Paola Volante. E la rivalità col Cecioni. Una rivalità vera. Sana. Anche divertente. Sentita. Diciamo la verità: più che altro una rivalità tra secchioni.
Confesso: io scelsi le Enriques perché non andare a scuola il sabato, nonostante l’orario prolungato durante la settimana, mi faceva parecchio gola. Ma diventai anch’io un’agguerrita anti-Cecioni.
Perché sia nata quella rivalità tutta livornese non saprei dirlo. Forse affonda le radici negli anni in cui l’unico liceone scientifico della città si divise in due (siamo intorno agli Settanta) e alle Enriques iniziarono a chiamare il Cecioni “secondo liceino”. Ma forse la rivalità era semplicemente inevitabile per gli unici licei della città – uno a ridosso del rione Garibaldi, l’altro sul lungomare – che per anni si sono divisi eccellenze e studenti. Quando al Cecioni volevano farci male dicevano che la nostra era una scuola snob dove «passavano anche le panche». Noi rispondevamo che in realtà eravamo «pochi ma buoni: selezione già all’ingresso».
Mi dicono che negli ultimi anni le classi figlie del mitico Brocca si siano portate a casa qualche Cacciuccata di matematica più di noi. E devo ammettere che per qualche anno in via della Bassata si sparse la voce che «al Cecioni i bimbi sono più belli». Magari era solo per la vicinanza dei Geometri.
Forse da “enriquessina” doc dovrei esultare per questo ipotetico passaggio delle eccellenze scientifiche in via della Bassata. Ma scusami mio caro vecchio liceo se non canto vittoria. Questa volta #giulemanidalcecioni lo dico anch’io. Giù le mani dal Cecioni. E non solo in ricordo dei vecchi tempi. Che quella sana,sacrosanta rivalità continui. Perché dietro alla voglia di scherzare ci sono due eccellenze. Vere.
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