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«Politica criminale» Cosimi replica: «Parole inaccettabili»
Gli occupanti diffondono un comunicato pesantissimo contro chi governa la città, poi chiedono un sostegno
LIVORNO. «Le ragioni delle prepotenze sono sicuramente politiche ed è facile supporre quale volontà si nasconda dietro l'intervento delle forze dell'ordine e militari». E ancora: «Il Partito Democratico livornese, realtà politica che ormai fatica nel coprire alla città le proprie mille insufficienze e malefatte, ha deciso di favorire un intervento mirato a colpire l' Ex Caserma, dato che questa negli ultimi due anni si è proposta alla città come autentica forza di opposizione. Chi siano i mandanti è chiaro, poiché sta scritto negli ultimi due anni di politica cittadina chi siano i nemici. Un Pd indebolito e spaventato che reagisce in maniera isterica e prepotente».
Sono questi i due passaggi più duri del comunicato con il quale nella tarda mattinata il Comitato dell’Ex Caserma occupata attacca il partito di maggioranza in città. Quel Pd che viene definito il mandante del blitz all’interno dell’ex mutua in via Ernesto Rossi. Parole che nel corso nella giornata si ammorbidiscono, tanto che alla fine è proprio alla giunta che il Comitato chiede un aiuto per avere l’immobile, trasformato in una casa famiglia, in comodato gratuito.
Ma la marcia indietro arriva troppo tardi perché sia il sindaco Alessandro Cosimi che il segretario del Partito Democratico Yari De Filicaia hanno già avuto il tempo di leggere il comunicato per intero e di arrabbiarsi.
Spiega il sindaco Cosimi prima di entrare in giunta riguardo al blitz: «Lo abbiamo saputo stamani anche noi, nessuno ovviamente è stato informato preventivamente. Questa non è un’operazione del Comune, ma della magistratura. Ho parlato con alcuni rappresentanti dell’ex Caserma sotto al Comune – dice – e so che altri hanno incontrato gli assessori e fatto alcune richieste. Sia chiaro: qualunque cosa parta, dovrà essere all’interno delle norme». Poi anche il sindaco punta il dito contro il comunicato: «Ho letto parole inaccettabili, valuteremo cosa fare».
Più duro il segretario del Pd: «Attribuiscono a noi responsabilità che non stanno né in cielo né in terra. In quello che è avvenuto questa mattina non c’è niente di politico. La politica per come la intendo io va fatta attraverso contributi e idee, non attraverso operazioni militari. Certe manovre erano in uso al tempo del fascismo. Ecco perché sono accuse gravissime quelle che ci sono arrivate attraverso una strumentalizzazione gratuita. E noi - è bene chiarirlo - non accettiamo una lezione morale da nessuno. È invece necessario che la Procura chiarisca quanto accaduto perché in una città come Livorno non accade tutti i giorni uno spiegamento di forze dell’ordine di questo tipo». (f.l.)
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