Sicurezza
«Nessuno deve più morire lì dentro»
Sos galleria di Montenero. L’appello dello zio di Cristian, morto l’anno scorso in quel tratto: «C’è un muro pericoloso»
LIVORNO. «Lo avevo promesso a mio nipote il giorno del suo funerale che avrei fatto qualcosa perché non succedessero più incidenti del genere dentro quella galleria. L’ho promesso a lui, ma anche a me stesso, ecco perché ho scritto quella lettera all’Anas e alle autorità. Quel tratto di strada va modificato, nessuno deve più morire lì dentro».
Floriano Baldacci questa volta non parla come vicesindaco di Ponsacco, ma come zio di Cristian Moni, morto a 35 anni il 4 novembre dello scorso anno in seguito a un tamponamento all’interno della galleria di Montenero. Quel giorno Cristian, falegname di Ponsacco, aveva detto ai genitori che sarebbe andato al mare, poi lo schianto violentissimo all’interno della galleria di Montenero mentre stava tornando a casa in seguito a un tamponamento. Un tratto di strada, quello della Variante Aurelia direzione Nord, considerato da chi lo percorre pericoloso, a causa della presenza di un muro perpendicolare alla carreggiata posto alla fine di un'area di sosta di emergenza. Ed è proprio lì che Cristian è morto, nella stessa galleria in cui persero la vita nel 2000 Grazia Lapini (42 anni), il calciatore del Livorno Massimo Aquino (20 anni), Alessandro Chilleri (39 anni)e poi ancora, nel 2007 Francesco Paoletti 24 anni.
«Ho provato più volte a mettermi in contatto con Anas e con le autorità per segnalare la pericolosità di quel tratto – spiega Baldacci – ma ho sempre ricevuto un’unica risposta “tutto è secondo i parametri”». Una risposta che a Baldacci non basta «e non mi basterà mai – spiega – ecco perché ho scritto quella lettera (pubblicata accanto all’articolo ndr) e continuerò a scrivere. Non voglio accusare nessuno, per carità, solo un intervento che ritengo sacrosanto. Anch’io sono un amministratore e credo che il nascondersi dietro la correttezza del progetto non sia accettabile. Cinque persone sono morte in quel tratto di strada e, da quanto ho saputo, gli incidenti sono praticamente all’ordine del giorno».
«Oltre al rispetto delle norme – conclude – a mio modo di vedere, ci sono degli obblighi morali non meno imortanti che non debbono essere sottovalutati in quanto la vita umana è la cosa più importante. Spero che si facciano delle modifiche alla galleria il prima possibile. Quel giorno sono stato io a dover riconoscere Cristian e ho fatto una promessa: spero che la breve vita di mio nipote possa essere servita per salvarne altre».
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