Sicurezza
Cecioni a rischio ridimensionamento
Professori in piazza contro il piano studiato dalla Provincia che porterebbe studenti all’Enriques e al Niccolini Palli
LIVORNO. Dal prossimo anno scolastico ci saranno cambiamenti nel mondo dell’istruzione superiore. La Provincia sta lavorando a un riassetto che ha provocato un clima da polveriera. Sul piatto ci sono cambiamenti che vedono al centro il liceo Francesco Cecioni, cresciuto troppo negli ultimi anni e che potrebbe perdere classi e indirizzi in favore dell’Enriques e del Niccolini Palli. Ieri è stata una giornata convulsa, dopo che a metà mattina si sono diffuse voci che anticipavano le intenzioni della Provincia. E che indicavano proprio nel Cecioni la scuola da ridimensionare in maniera rilevante. Durante la giornata, poi, la Provincia ha tentato di rimarginare “i tagli”. Ma non è riuscita a togliere i dubbi di docenti e studenti. Che, infatti, stamani manifesteranno sotto al palazzo della Provincia.
Studenti e prof in corteo. Oggi sarà una giornata faticosa per l’assessore provinciale all’istruzione, Fausto Bonsignori, chiamato a un incontro con i dirigenti scolastici (i presidi, per intenderci) alle 9 e successivamente con i sindacati. Oggetto delle riunioni sarà la presentazione del piano di riordinamento scolastico per il 2014-2015. Contemporaneamente, i professori del Cecioni si riuniranno in assemblea proprio alle 9, ma partiranno subito alla volta del palazzo della Provincia per iniziare un presidio. E molto probabilmente si uniranno a loro anche gli studenti, lasciati liberi di scegliere cosa fare. Ci sarà quindi la presa di posizione di 150 insegnanti e oltre 1600 ragazzi per dire no al ridimensionamento del Cecioni.
Scientifico e scienze umane. In un primo momento sembrava che le classi del liceo scientifico del Cecioni passassero in blocco all’Enriques. E quelle del liceo di scienze umane al Niccolini Palli. «Tutte, dalle prime alle quinte», dicevano alcuni insegnanti ieri mattina. Poi, invece, la voce è stata ridotta in qualche maniera, ma i dubbi su quello che potrà succedere restano. Da parte della Provincia c’è la necessità di ridistribuire gli studenti tra le scuole della città. «Un problema di edilizia scolastica e di viabilità», afferma il presidente Giorgio Kutufà, visto che al Cecioni «è stato superato il numero dei 1500 studenti e che nei dintorni della scuola il traffico è oramai insostenibile».
«Cecioni cannibale». Kutufà usa anche un’espressione che, a distanza, fa arrabbiare la vice preside del liceo Cecioni, Gabriella Luise. «Sta cannibalizzando le altre scuole ed è nostro dovere trovare un equilibrio», dice il primo. «Ma quali cannibali? - risponde la seconda - Se i genitori scelgono il nostro istituto un motivo ci sarà. Probabilmente è perché abbiamo lavorato bene in questi anni». Un botta e risposta indiretto che apre la discussione sulla base dei numeri e degli indirizzi (istituzionalmente chiamati licei). Il Cecioni ha quasi 1700 studenti e cinque indirizzi (scientifico, linguistico, artistico, scienze umane e scientifico con opzione scienze applicate). L’Enriques ha circa 900 studenti con tre licei (scientifico, due indirizzi per l’artistico e lo scientifico a potenziamento internazionale), oltre al potenziamento chimico biologico e quello sportivo che partirà a breve. Il Niccolini Palli, invece, ha tra i 500 e i 600 studenti con cinque licei: il classico, scienze umane, l’economico sociale, il liceo musicale e il coreutico, quest’ultimo incentrato su danza e spettacolo.
Sul tavolo, come in un risiko o una mano di poker se preferite, ci sono queste tre realtà che la Provincia sta faticosamente cercando d’intrecciare.
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