Il Tirreno

Livorno

Caprilli, chiamata al lavoro «Ma l’area è di nuovo ko»

di Giorgio Carlini
Caprilli, chiamata al lavoro «Ma l’area è di nuovo ko»

I dipendenti tornano in pista per aprire l’impianto il 22 e il 29 novembre «Ma solo per quattro ore al giorno, non bastano». Ancora dubbi sul futuro

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LIVORNO. «Le corse si faranno, ma non sappiamo in quale contesto». A poco più di due settimane dal doppio appuntamento previsto all'ippodromo il 22 e il 29 novembre (dovrebbe esserci una terza data a dicembre, ma il calendario non è ancora uscito) i lavoratori del Caprilli lanciano l'allarme sulle condizioni dell'impianto.

Al termine della stagione estiva la struttura è rimasta praticamente abbandonata per circa due mesi. Ora il liquidatore della Labronica ha richiamato al lavoro i dipendenti per 4 ore al giorno. «Così – dicono in coro i 19 lavoratori della Labronica in liquidazione – è impossibile garantire una adeguata manutenzione all'ippodromo».

«L'attività per preparare un impianto è enorme – interviene Gabriele Vittori – che si tratti di due o venti corse non fa differenza». «Tutta l'area – prosegue – richiede cure quotidiane. Invece ci richiamano per pochi giorni e a mezzo servizio. Impensabile poter sistemare tutto quanto».

Si ricomincia come qualche mese fa. A complicare le cose ci si è messo anche il maltempo. Il libeccio dei giorni scorsi ha causato la rottura di alcuni cavi dell'illuminazione in pista, la cui sistemazione, dicono i lavoratori, richiederà tempo e spese extra. I dipendenti precisano che «le corse non sono a rischio». Il problema è con quale vestito il Caprilli si presenterà alla città: il vento ha spezzato molti rami degli alberi, le piogge hanno allagato alcuni sentieri, uno strato di fango ha invaso il sottopasso. Ci sono scale e ringhiere arrugginite, strutture in cemento con crepe e calcinacci a rischio caduta, la vegetazione è incolta.

«Garantiremo le condizioni per correre in pista – assicurano i dipendenti – Ma non vogliamo assumerci responsabilità per la sicurezza dentro l'impianto. Avvertimmo per tempo amministrazione comunale e liquidatore: nessuno ci ha dato ascolto, così il Caprilli è in una situazione peggiore rispetto a prima dell'estate».

È chiaro, però, che il braccio di ferro è soprattutto sul futuro dell’impianto e dei lavoratori, che da gennaio saranno senza cassa integrazione. «Il 22 ottobre – ricorda Vittori – il sindaco incontrò le Rsu facendo il punto sul golf a Banditella, sul Caprilli, sul paracadute della Ceschina. Ci fu detto che entro 10 giorni avremmo ricevuto una nuova convocazione e risposte concrete. Sono passate già due settimane e c'è un silenzio assordante». «Di proposte – interviene Umberto Tedeschi – ne abbiamo fatte tante, ma sembra che in tre anni non ci sia mai stata la volontà di trovare una soluzione concreta. Questo amplifica le preoccupazioni, anche perché il 31 dicembre (giorno della scadenza del protocollo di intesa con l'amministrazione) è dietro l'angolo, e da gennaio saremo senza ammortizzatori sociali».

All'incontro hanno partecipato i consiglieri comunali Giannini (Sel), Del Lucchese (Idv), Bartimmo (Prc) e Tamburini (Pdl). Assenti gli esponenti di maggioranza. «L'invito a presentarsi alla discussione era rivolto a tutti – dicono i dipendenti dell'ippodromo – L'unico assente giustificato è Cannito (Città Diversa). Dal Pd non abbiamo ricevuto risposta».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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