Toscana
Svs in soccorso solo di animali di privati
Il servizio dell’ambulanza veterinaria oggetto di critiche dei cittadini «Non aiutano i randagi». I responsabili: «È vero, ma solo perché non possiamo»
LIVORNO. «Ma come può essere utile un servizio di soccorso per animali se poi rispondete che se il gatto o il cane è un randagio non potete intervenire?».
La polemica.
La polemica riguardo alla nuova ambulanza veterinaria della Svs, inaugurata solo tre mesi fa, esplode su Facebook. Un signore racconta sulla pagina del social network dedicata a questo nuovo servizio volontario della Pubblica Assistenza di essersi sentito rispondere, in seguito a una richiesta di soccorso per un gatto ferito trovato in mezzo alla strada che «l’ambulanza entra in azione solo se l’animale è di un privato cittadino». Un messaggio che fa subito scattare grosse critiche riguardo al servizio e che riempie i cittadini di interrogativi. I responsabili della Svs però non tardano a dare risposta: «È vero – spiegano – la nostra ambulanza entra in azione esclusivamente se l’animale per cui è richiesto l’intervento è di un privato cittadino, ma solo perché non possiamo proprio dal punto di vista legale». Sì, legale perché il Comune di Livorno, prima della nascita di questo nuovo servizio, aveva già stipulato come ogni anno una convenzione con ben due società private (una per i gatti e una per i cani) che si occupano di recuperare, curare e accudire i randagi. Per cui nel caso in cui l’animale da soccorrere non sia di un privato il numero di telefono a cui rivolgersi è quello dei vigili urbani che si occuperanno di allertare le società convenzionate con il Comune.
La mancata convenzione.
«Ammiriamo e apprezziamo il lavoro dei volontari della Svs, ma abbiamo una legge regionale da rispettare – spiega Massimo Gulì, assessore alle politiche di tutela verso gli animali – e questo servizio della Svs non riesce a rispettare ancora in toto le richieste della normativa. In più noi avevamo già stipulato una convenzione con due società private». Più di 200mila euro: ecco quanto spende il Comune ogni anno per il soccorso, la cura e per accudire cani e gatti randagi.
«Siamo dispiaciuti della polemica che è nata negli scorsi giorni – affermano i responsabili dell’ambulanza veterinaria della Svs – e ci teniamo a sottolineare che se non interveniamo in caso di randagi feriti è solo perché non possiamo legamente e non perché semplicemente non vogliamo». Ma come si fa a riconoscere un animali randagio da uno privato? «Semplicemente prima di intervenire – continuano i responsabili Svs – chiediamo se l’animale sia di qualcuno oppure no». I punti cruciali del problema in caso di assenza del proprietario infatti sono due: chi paga per le cure e i necessari interventi veterinari e chi in seguito si occuperà di accudire l’animale. «Il nostro servizio – spiega la Svs – è totalmente volontario e in caso di mancata convenzione comunale e di presenza del proprietario i costi ricadrebbero su di noi. Il caso è diverso, ad esempio, negli interventi all’interno del comune di Collesalvetti che ci ha subito fornito una convenzione ed è quindi l’amministrazione comunale a coprire tutti i costi».
A Livorno però la situazione potrebbe presto cambiare: le convenzioni stipulate dal Comune scadranno infatti a fine 2013 e a gennaio del prossimo anno sarà aperto un nuovo bando: «a cui ovviamente parteciperemo – afferma la Svs – perché il nostro servizio mira a crescere e a migliorare sempre di più. Ciò che ci sta a cuore è aiutare più animali possibili».
Il servizio.
In pochi mesi l’ambulanza veterinaria e i suoi 50 volontari è infatti intervenuta con successo in numerosissimi casi diventando in poco tempo un punto di riferimento per molti cittadini. «Siamo felici di poter dare una mano. Aspettiamo il nuovo bando per la convenzione comunale con ansia in modo da poter crescere ancora di più».
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