Gioco
Motociclisti in corteo per l’ultimo saluto a Maurizio e Isanella
Ieri l’addio ai due cognati che hanno perso la vita a Nugola Il diacono: «La preghiera ci fa sentire più vicini ai defunti»
LIVORNO. Tutti in corteo, in sella alle moto, per accompagnare l’amico Maurizio nel suo ultimo viaggio. Decine di centauri ieri mattina si sono dati appuntamento fuori dalla camera mortuaria dell’ospedale per l’addio a Maurizio Labruzzo, 63 anni, meccanico e motociclista Kawasaki appassionato, oltre che cicloamatore, morto insieme alla cognata nella notte di Halloween a Nugola, in un incidente stradale in cui sono rimasti feriti anche i rispettivi coniugi. Labruzzo, dopo il lungo corteo sull’Aurelia, ha raggiunto la cognata Isanella Rossi, 66 anni, al cimitero dei Lupi, dove alle 10 è stata celebrata una cerimonia funebre congiunta.
Centinaia di persone hanno preso parte al funerale. In primis c’era Francesca Martolini, avvocata, figlia di Isanella e di Paolo, il quale si trova tuttora in ospedale; erano poi presenti le cugine Alessia e Susanna, figlie di Labruzzo, la cui mamma Gabriella Rossi (sorella di Isanella) è ancora ricoverata a Pisa. Intorno a loro si sono stretti decine di parenti e moltissimi amici.
La cerimonia religiosa, in una sovraffollata cappellina dei Lupi, è stata celebrata dal diacono del cimitero, Carlo Vivaldi. La sua omelia è stata incentrata sulla prima lettura, tratta dalla Lettera di San Paolo ai Romani, da cui il religioso ha tratto parole di conforto per le due famiglie così duramente colpite. «Il Signore è Signore della vita e della morte – ha detto – e il suo amore ci accompagna nei momenti più bui della vita. Certo, umanamente parlando, la morte è terribile, ma la speranza non deve mai mancare. E il fatto che questa cerimonia si stia celebrando in chiesa è la prova tangibile della fede di queste persone per Gesù Risorto».
Il diacono ha anche parlato dell’importanza della preghiera, specialmente in questi giorni dedicati ai defunti. «Noi preghiamo per i morti e così li sentiamo più vicini. Contemporaneamente, i morti pregano per noi e vegliano su di noi dall’alto. È un legame che non verrai mai a mancare».
In auto con le due coppie quella notte c’era anche l’amica Lidiana Doveri, anche lei ricoverata in ospedale a Livorno: la donna oggi sarà operata all’occhio. La prognosi resta riservata. Ieri invece è stato operato Paolo Martolini, le cui condizioni restano serie, come pure quelle della cognata Gabriella Rossi, tuttora a Cisanello.
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