Gioco
Abusò della nipote, condannato a otto anni e quattro mesi
Livorno: portato in carcere nei giorni scorsi dove dovrà scontare la pena. La piccola, che oggi ha 28 anni, aveva tentato il suicidio prima di denunciare tutto alla polizia. Ma la bimba veniva anche maltratta dalla zia
LIVORNO. Otto anni e quattro mesi per violenze sessuali ripetute in un arco di dieci anni verso la nipote, che quando sono iniziati gli abusi aveva 9 anni. Una condanna esemplare, diventata definitiva dopo che la Cassazione nei giorni scorsi ha giudicato inammissibile il ricorso presentato dall'imputato. Lui, lo zio, 69 anni, è stato portato dalla polizia alle Sughere dove dovrà scontare la pena. Pena che invece è stata sospesa per sua moglie, 58 anni, accusata di maltrattamenti e condannata a un anno e 4 mesi. Di loro, difesi prima da Mario Maggiolo e poi da Laura Formichini, non pubblichiamo i nomi per tutelare la vittima che in quanto nipote sarebbe riconoscibile. La ragazzina aveva presentato denuncia alla polizia solo all’età di 22 anni, dopo aver tentato il suicidio, andando a sbattere con l’auto contro un albero.
Un dramma che s’è portata dentro per un tempo infinito finchè poi in lei è scattato qualcosa di importante che l’ha spinta a parlare. Dure le motivazioni del giudice: "Gli zii erano contrari a che proseguisse gli studi, le impedivano di frequentare amiche a casa e di andare a giocare. La zia la costringeva a lavorare a casa, e quando aveva smesso di andare a scuola aveva preso a lavorare nel piazzale con lo zio senza venire pagata, ma in qualche modo era rincompensata se "andava con lui". La zia dal canto suo l'aveva trattata sempre male, costringendola a lavarsi nel bagno all'esterno dell'abitazione anche quando era freddo, impedendole di prelevare il cibo dal frigorifero come invece facevano i suoi figli ed altri soprusi. Inoltre la offendeva dicendole scema, cretina... Spesso andava a dormire nel letto della sorella perché aveva questo grande peso addosso, senza però dirle niente".
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