Il Tirreno

Livorno

“Poteri oscuri per fermarlo? Cecio, piano con le parole...”

La lettera di fuoco del sindaco Alessandrlo Cosimi all’ex margheritino

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di Alessandro Cosimi

Mi ha colpito negativamente e mi amareggia la lettera di Davide Cecio. Non intendo in questo senso rinnegare alcunché di un rapporto umano che per me è sempre rimasto in piedi, ma l'inciso che collega l'arrivo della Finanza e il "tentativo di rompere dinamiche consolidate nel tempo in commistione tra potere politico ed economico", come scrive Cecio, lascia intendere che vi sia stato qualche potere oscuro che abbia brigato per fermare l'opera che in quel momento si andava compiendo. La prima questione: o questa affermazione ha una base, o invito a farla con grande prudenza ritenendo che questo si debba chiarire senza lasciare intendere. Secondo: "commistione tra potere politico ed economico"? Francamente mi sembra una di quelle boutade che si lasciano andare sul foglio per determinare una attrazione dei lettori, ma anche qui, le vogliamo dire quali sono le commistioni?

Sinceramente io non so se Davide sia stato prescritto, assolto o quant'altro, ho sempre seguito questa vicenda come un caso al quale guardare con comprensione. Devo dire però con franchezza che l'arroganza della lettera mi fa veramente pensare di avere sbagliato ad inquadrare la questione. Intanto, com'è che qui tutti danno le pagelle? Dove si discutono queste cose? E' possibile accettare un giudizio per il quale "l'amministrazione non sarebbe in grado di fare scelte impopolari, di mettere ai margini le lobby affaristiche, di quei pochi che si spartiscono le vesti di una città al collasso" come scrive Cecio? E' questa la città che abbiamo costruito, è questo il rapporto tra cittadini livornesi e amministrazione?

La gravità del giudizio è dettata ancora una volta dalla superficialità delle affermazioni.

Vorrei ricordare a Davide che era segretario della Margherita e che la vicenda che lo ha coinvolto, per quello che abbiamo potuto leggere sui giornali, riguardava questioni di grande concretezza e che mai una volta qualcuno di noi si è permesso di considerarlo l'espressione di una "lobby affaristica". Premetto che non ho nessuna intenzione di accettare sulla storia di questa città un giudizio di una sorta di città sulla quale gli interessi si sono divisi il futuro. Non starò a ricordare che guadagno meno che a fare il mio mestiere,che un mestiere ce l'ho, conquistato con fatica, e che trovo inaccettabile il fatto che si dica, come afferma Cecio, che "il sindaco debba recidere gli ormeggi dei sicuri tavoli politici dove si va a questuare una collocazione futura, altrimenti confrontiamo le storie personali". Cosa sbagliata in politica, ma che di fronte a una lettera di questo tipo, diventa la cartina di tornasole per i comportamenti.

L'ARTICOLO Tra il sindaco e Cecio parole di fuoco

In ultimo, ancora una volta il giudizio sprezzante senza un contesto della crisi, senza un'analisi del mondo, tutto riferito a una sorta "io avrei fatto se mi avessero fatto fare". Una cosa vecchia, visto che la modernità è prima di tutto prendersi le proprie responsabilità. Il cambiamento non è il passaggio da un padrone a un altro, questo si avverte nelle parole della lettera. Il cambiamento è un fatto culturale e su questo che lavoriamo da anni, per portare parole di opportunità, in una città ritrosa al cambiamento, in funzione di amministrazioni che dal dopoguerra hanno dato serenità e prospettive alla città. Ovviamente, la critica è una cosa, l'offesa è un'altra.

Poi, non conosco che cosa voglia dire "Dio e Mammona", so però che cosa vuole dire "chiacchiere e distintivo". Me lo ricordo bene quando Robert De Niro nel film "Gli intoccabili" lo dice a Kevin Costner. E mi ricordo anche che Al Capone non fa una bella fine.

Veniamo alla realtà delle cose. In questi anni abbiamo lavorato in un contesto di totale incertezza. Il bilancio preventivo del 70% dei Comuni italiani viene approvato entro il 30 novembre, oltre la metà dei Comuni è in anticipazione di tesoreria. Noi abbiamo approvato il bilancio preventivo prima dell'estate, non abbiamo anticipazioni di tesoreria e facciamo gli investimenti.

Forse, bisogna smettere di descrivere questa città "senza progetti né speranze", solo perché progetti e speranze nono sono stati costruiti da chi avrebbe voluto esserne l'interprete.

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