Il Tirreno

Livorno

L’Aids esiste ancora, venticinque casi ogni anno

di Ludovica Monarca

Nella provincia di Livorno i sieropositivi sono 389, oltre il 70% sono maschi L’Asl: «Serve attenzione, se ne parla poco e c’è troppa ignoranza»

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Se lo conosci, lo eviti, se lo conosci non ti uccide. È lo slogan che tutti ricordiamo, quando si parla di Aids. Quello della campagna degli anni Ottanta con gli aloni viola che circondavano le persone contagiate dal virus Hiv.

Sono passati trent'anni dalla comparsa della malattia, e l'Aids sembra non esistere più nel mondo occidentale. Non si vedono più campagne, non si fanno più film come “Philadelphia”. Non ci sono più morti celebri come quella di Freddie Mercury. Eppure l'Hiv è sempre presente e c'è un'intera generazione, compresa tra i 18 e i 30 anni che, a causa della disinformazione e di molti pregiudizi, conosce poco questa malattia. Una generazione cresciuta senza più alcun tabù, caratterizzata da comportamenti sessuali molto liberi, spesso a rischio, condotti cambiando frequentemente partner e, soprattutto, non usando il preservativo nei rapporti occasionali. E i dati lo confermano.

Negli ultimi 10 anni le persone che si sono scoperte sieropositive nella provincia di Livorno sono state più di 350, di cui 43 solo nel 2010, anno di picco della malattia nel territorio dell’Asl 6 livornese. E da allora è sostanzialmente stabile il numero dei nuovi casi di sieropositivi nella provincia di Livorno (25 casi registrati a fine 2012). Ad oggi i sieropositivi residenti nel territorio dell’Asl 6 arrivano così a quota 389 di quali 288 maschi (74,2%) e 101 femmine (25,8%) la metà dei quali provenienti dalla zona livornese. I pazienti seguiti ad oggi nel reparto di Malattie Infettive sono circa 580 e l’85 per cento di loro sono in terapia.

Dati di certo non positivi, che peggiorano ulteriormente se analizzati sapendo che il 25% dei sieropositivi sul territorio nazionale sono inconsapevoli di aver contratto la malattia. Il periodo di incubazione può essere molto lungo e la mancanza di sintomi nel breve periodo rende il virus difficilmente riconoscibile. Basti pensare che più del 30% dei sieropositivi scopre di aver contratto il virus dopo aver già sviluppato la malattia.Le terapie negli anni sono cambiate parecchio e oggi i pazienti con Hiv conducono una vita quasi normale e le stesse donne sieropositive,a adeguatamente seguite, partoriscono bambini perfettamente sani: risultati fino a pochi anni fa impensabili.

«Ma ad essere cambiata nell’ultimo decennio è soprattutto la modalità di trasmissione – spiega Spartaco Sani, direttore dell’unità operativa di malattie infettive – oggi è una malattia a quasi esclusivo contagio per via sessuale, con la modalità eterosessuale la più frequente: ciò significa che l’Hiv può di fatto interessare chiunque. Ancora oggi una buona parte dei pazienti giungono tardivamente alla diagnosi quando hanno la malattia conclamata escoprono contemporaneamente di essere sieropositivi e di avere l’Aids. Dei nuovi casi, un numero significato è costituito però anche da infezioni recenti: ciò significa che il virus circola attivamente, trasmesso attraverso rapporti sessuali con persone che non sono consapevoli, per molteplici motivi, di essere sieropositivi».

Da qui l’importanza dell’esecuzione del test, soprattutto quando si pensi di aver avuto occasioni di incontro del virus come nel caso rapporti sessuali non protetti,promiscui, con persone che non si conoscono, storie passate di tossicodipendenza o di rapporti sessuali con persone che avevano avuto storie di dipendenza eccetera. «Non si deve avere paura di fare il test – prosegue Sani – e non solo perché viene garantito con sicurezza l’anonimato, ma perché è utile sia per il paziente, che se scopre di essere sieropositivo precocemente ha una aspettativadi vita simile alle persona non malate, e per la comunità, avendo la possibilità di non trasmettere la malattia agli altri».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web