Il Tirreno

Livorno

«Forti sconti di pene agli autisti killer»

di Federico Lazzotti
«Forti sconti di pene agli autisti killer»

Il pm Antonio Giaconi fu tra i primi a chiedere il fermo del conducente dopo un incidente mortale. «La norma prevede l’arresto solo in caso di fuga»

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LIVORNO. Dottor Antonio Giaconi, il 18 giugno 2010, quando lavorava come pubblico ministero a Livorno, chiese e ottenne dal giudice uno dei primi provvedimenti di arresto dopo un omicidio colposo in strada.

«Ricordo l’episodio, una signora stava attraversando sulle strisce a La Rosa (si chiamava Osetta Bertini ndr) e venne travolta da una moto (alla guida c’era un ragazzo di 29 anni Fabio Ciuffi ndr). Chiesi l’arresto perché credevo che ci fossero le condizioni per farlo, ma in un certo senso forzai la mano. Quel motociclista non era né ubriaco né sotto l’effetto di droghe. Ma in quel periodo la normativa riguardo al codice della strada non era ancora chiara. In ogni caso il giudice decise di convalidare il fermo».

Ha visto quello che è successo a Nugola?

«Certo, ho anche visto che il pubblico ministero ha disposto l’arresto. Avrei fatto lo stesso. Ma adesso il rischio è che il giudice per le indagini preliminari in sede di convalida rimetta in libertà il pirata».

Come? Ha ucciso due persone, un’altra è in fin di vita. In più era ubriaco e gli avevano già tolto la patente perché guidava con un tasso alcolico oltre in consentito.

«Quello di Nugola è un caso particolarmente grave a livello soggettivo perché scuote le coscienze. Ma c’è una norma che fa riferimento all’articolo 189 del codice della strada molto esplicita: si può procedere all’arresto solo nel caso in cui il responsabile si dia alla fuga. Questa è l’ultimo indirizzo della Cassazione in termini di giurisprudenza».

E quindi? Qual è ora il rischio?

«Il rischio è che il giudice che dovrà valutare il caso in sede di udienza preliminare decida di non convalidare l’arresto perché non c’erano i presupposti per farlo».

Sembra una normativa assurda, soprattutto perché in questo caso il conducente non poteva scappare: era ferito e ubriaco.

«E dire che questa normativa era stata introdotta per agevolare la giustizia. Il vero problema è che in questo, come per altri reati, nel nostro ordinamento ci sono troppe norme in contraddizione. Bisognerebbe fare in modo di semplificare e chiarire. E nel caso tu faccia una strage dopo esserti messo al volante ubriaco oppure sotto l’effetto di droghe l’arresto deve essere obbligatorio perché in quei casi si dovrebbe parlare non più di omicidio colposo, ma di una colpa che sfiora il dolo eventuale».

Allora andrebbe introdotto il reato di omicidio stradale?

«Il codice che abbiamo prevede pene molto alte per reati come quello dell’omicidio colposo plurimo. Dunque basterebbe applicare quanto già esiste. Serve solo una maggiore attenzione da parte di pubblici ministeri e giudici nei confronti delle persone offese».

Ma è anche vero che non tutti quelli che causano un incidente sono dei criminali.

«Esattamente. Nell’ultimo turno che ho fatto alla Procura di Pisa mi sono occupato di tre incidenti mortali sulle strade. Uno, in particolare, si trattava di un motociclista che mentre pioveva non si è accorto di una signora che attraversava la strada e l’ha investita».

In questo caso c’è la colpa ma non il dolo, dunque. Ma in ogni caso il conducente dovrà affrontare un processo per omicidio colposo. E qui si apre la polemica legata alle pene che poi vengono inflitte.

«Qui entra in gioco il ruolo del giudice e la sua sensibilità. In Italia le pene legate a questo tipo di reato ci sono, ma si arriva a sensibili sconti».

Riti alternativi e attenuanti generiche in primis.

«Ma soprattutto la sospensione condizionale della pena che in Italia a differenza di tutti gli altri Paesi del mondo viene concessa anche per più di una volta salvando la persona condannata dal carcere».

In questo caso cosa potrebbe accadere?

«Immagino che il pm chieda la conferma dell’arresto. Poi inizierà la battaglia con le difese per l’attenuazione degli obblighi sostenendo che era stanco o deluso per qualcosa. Ci saranno istanze su istanze fino al processo. Ma tutto può succedere. Anche un’amnistia».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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