Gioco
Crolla il soffitto in via Giordano Bruno inquilina trasferita
È accaduto ieri mattina nell’immobile al civico numero 2 Nel pomeriggio il sopralluogo di Casalp per l’intervento
LIVORNO. Sergia Carraresi, 85 anni, era in casa quando l’intonaco del soffitto della sua cucina ha ceduto. «La prima cosa che ho fatto è stata quella di uscire di casa», ha raccontato ai parenti. Per vedere i segni del cedimento basta alzare gli occhi e guardare il buco che si è aperto e che adesso lascia intravedere i mattoni a vista per un’estensione di oltre un metro.
La donna, che vive al primo piano dello stabile al numero 2 di via Giordano Bruno, che fa parte del complesso dell’abitare sociale e che dovrebbe essere abbattuto, adesso è stata ospitata a casa di alcuni familiari, in attesa che Casalp, proprietaria dell’immobile, esegua i lavori di messa in sicurezza per permettere alla donna di rientrare al più presto nella sua abitazione.
«Ci hanno assicurato che i lavori inizieranno già da domani (lunedì ndr).
Ieri pomeriggio, infatti, i periti hanno effettuato un sopralluogo per verificare l’entità del danno.
Ma quello di ieri è l’ultimo di una lunga serie di problemi che le case di questa zona, al centro di una polemica tra chi ci abita e proprietari, hanno avuto negli ultimi tempi.
Lo scorso 18 giugno, ad esempio, il pavimento di un'intera stanza in un appartamento al numero 1sempre di via Giordano Bruno crollò. Nella casa, al piano terra, abita una famiglia che per fortuna non subì danni, nessuno infatti rimase ferito. Ma in quella circostanza, a differenza di ieri, c’è stato anche l’intervento dei vigili del fuoco che hanno messo in salvo i familiari e dopo il sopralluogo, durato fino a tarda notte hanno dichiarato la casa inagibile. La famiglia, non potendo rientrare nel’abitazione, in quella occasione venne sistemata in un alloggio provvisorio.
Ieri quando i periti di Casalp sono arrivati in via Giordano Bruno per il sopralluogo per la verifica dei danni hanno trovato anche alcuni esponenti del Comitato dell’ex Caserma Occupata di via del Fante che del diritto alla casa ha fatto una delle sue battaglie.
«Purtroppo - spiega Thomas Canessa a nome del Comitato - servono investimenti e un piano di recupero serio, mentre l’amministrazione vuole abbattere per ricostruire». La ricetta che arriva da Comitato è semplice (possibile che sia anche attuabile?).
«In questi anni - proseguono - il Comune ha venduto terreni e concesso permessi a privati per costruire, in particolare nella zona ad est della città. Ecco i soldi che sono stati incassati da queste operazioni dovrebbero essere reinvestiti per l’emergenza abitativa».
(f.l.)
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