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Speranze e nuova vita per i ragazzi in affido

LIVORNO. C’è il diciottenne che dopo un’infanzia di sofferenze con una mamma malata e assente, è riuscito a superare lo choc e a diventare una promessa dello sport e della musica. C’è la piccola...

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LIVORNO. C’è il diciottenne che dopo un’infanzia di sofferenze con una mamma malata e assente, è riuscito a superare lo choc e a diventare una promessa dello sport e della musica. C’è la piccola africana che ha trovato una nuova famiglia, nella quale si è integrata anche la madre naturale, in difficoltà economiche per via di una difficile integrazione. E c’è l’adolescente che da piccolo aveva dei deficit di apprendimento legati a problemi con i genitori, e che poi invece crescendo, grazie a un affido a una famiglia esterna, ha superato la fase di crisi acuta e ora è laureato.

Tre casi paradigmatici seguiti dai Servizi sociali del Comune. Tre vite che sembravano votate a un destino crudele già scritto, ma a cui invece il futuro ha restituito ciò che il passato aveva tolto: la speranza e la serenità.

Il caso che mi ha commosso è quello di un ormai diciottenne che ha da poco terminato l’affido a una famiglia esterna. Un ragazzo livornese che ha avuto un’infanzia molto dura. Il padre l’ha riconosciuto e poi è sparito, la mamma è stata molto più assente che presente, a fasi alterne. Una donna con problemi psichici che è spesso è stata anche ricoverata. Mamma e figlio fino a 4-5 anni hanno vissuto insieme: un periodo difficile. La donna spesso costringeva il piccolo a dormire con lei fuori casa oppure ospitava estranei. La situazione è svoltata quando lòei ha preso atto delle criticità e i Servizi sociali hanno affidato il piccolo a una famiglia esterna. Il bimbo è cresciuto, ha fatto il liceo e poi si è dedicato con passione alla musica e allo sport raggiungendo risultati eccezionali. E crescendo la madre, dopo un lungo periodo di recupero, si è riavvicinata a lui e alla famiglia affidataria. Tra loro così - grazie alla presenza dei servizi sociali del Comune - si è cementato un nuovo rapporto che ha inglobato anche la nuova famiglia. «Per noi questa è la soddisfazione più grande - dice la dottoressa Susanna Malfanti, responsabile dei Servizi sociali del Comune - quando un nucleo si ricompone per noi è una vittoria». (l.l.)

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