Il Tirreno

Livorno

De Giorgi avverte: «La Marina rischia di restare senza navi»

di Roberto Riu
De Giorgi avverte: «La Marina rischia di restare senza navi»

Il Capo di Stato maggiore in Accademia all’inaugurazione dell’anno di studi. Di Paola risponde alle domande dei cadetti

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LIVORNO. «Ditemi voi, di cosa volete parlare? Qual è il problema che sentite di più?» L’ammiraglio Giampaolo Di Paola, ex ministro della Difesa, esce dagli schemi del cerimoniale e, invece della prevista lectio magistralis ,si rivolge ai cadetti per parlare direttamente con loro. Un’autentica novità in un’occasione che è tutta istituzionale: l’apertura dell’anno di studi 2013-14 dell’Accademia navale. A rispondere all’invito dell’ex ministro della Difesa è un cadetto, che chiede lumi sul rapporto della Marina rispetto agli interventi sempre più numerosi in operazioni di pace o umanitarie. Di Paola sul tema risponde dicendo che la Marina deve porsi in una prospettiva nuova, accettando il cambiamento e dimostrandosi aperta.

Schierati nella palestra ci sono 292 gli allievi delle tre classi dei corsi normali appena avviati in Accademia navale nelle varie specialità (Genio navale, Armi navali, Stato maggiore, Sanità, etc.). Tra loro ci sono 57 allieve e 15 stranieri.

Dinanzi agli allievi, al corpo docente ed alle varie autorità locali, oltre all’ammiraglio comandante Giuseppe Cavo Dragone e a Di Paola, alla cerimonia sono presenti il capo di Stato maggiore della Marina, l’ammiraglio di squadra Giuseppe De Giorgi: «Siamo in un’epoca di profondi cambiamenti e siamo a un crocevia fondamentale: la Marina sta rischiando di morire. Nel 2025 vanno in disarmo 51 delle nostre 60 unità e questo a fronte di un ingresso di sole 10 navi, ma come forza combattente rischiamo di scomparire molto prima». L’ammiraglio sottolinea che per impedire di perdere insieme alle navi anche la capacità marittima nel suo complesso - cantieristica e industria ad alta tecnologia annessa - il che sarebbe ancora più tragico, bisogna essere in grado di costruire almeno due o tre navi l’anno, mentre l’avvio di adeguato programma navale porterebbe benefici in termini occupazionali. Un tema che è stato sottoposto all’attuale Governo e che vede fiducioso l’ammiraglio De Giorgi. Sulla vicenda dei marò De Giorgi ricorda la vicinanza della Marina ai due militari detenuti in India. Quanto al flusso migratorio via mare, l’ammiraglio spiega che c’è stato un incremento dei mezzi per la sorveglianza. L’ammiraglio Cavo Dragone, dal canto suo, esorta gli allievi nel loro impegno durante il corso accademico: «Voglio darvi un consiglio – dice – Non perdete tempo, ci aspettano giornate dure; sfruttatele appieno e soprattutto investite sullo studio». A sottolineare i valori che sottintendono la frequentazione dell'Accademia è poi intervenuto il capo-corso del quinto anno, guardiamarina Stefano Reale. «Grande è il legame di fratellanza fra noi - dice il giovane - il corso è come un porto sicuro in un mare in tempesta. E i futuri ufficiali sono come sacerdoti: senso del dovere e spirito di sacrificio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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