Il Tirreno

Livorno

Una soddisfazione a orologeria fatta apposta per coccolarvi

Luisanna Messeri
Una soddisfazione a orologeria fatta apposta per coccolarvi

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Io non conosco migliore terapia antistress (oltre a leggere un buon libro, vedere un bel film o fare qualche altra cosetta si intende) che sia quella di preparare qualcosa di buono in cucina. E in questo periodo basta fare 2+2: cosa c'è in abbondanza a fine estate che non c'è in inverno? Pensateci un attimo… Ma la frutta, la verdura, i frutti della natura! Tutto quel bel sole, quel bel caldo che abbiamo patito sono serviti a qualcosa oltre che a farci sudare sette camicie... Si sono trasformati in sapore e dolcezza nei frutti di stagione, finalmente sugosi e squisiti. Perché allora non approfittarne e farne scorta per i mesi invernali? Oggi possiamo conservare ogni ben di Dio, facilmente e a buon prezzo. Vuoi mettere poi, quando tra qualche mese torneremo a casa da lavoro e potremo aprirci, clic clac, un barattolo colorato, scrigno prezioso di vitamine e sali minerali e risentire l'aroma dell'estate? Una magia, una soddisfazione ad orologeria.

Lo riconosco, io sono una cicala formicata e racchiudere l'estate nei barattoli (coccole sottovuoto, presagi di golose crostate e stuzzicanti antipasti), mi dà felicità. Sfatiamo che sia roba da vecchie zie nullafacenti: preparare in casa conserve dolci e salate è una genialata, che solo da un paio di secoli possiamo permetterci. Questo piacere lo dobbiamo a un benefattore dell'umanità, come lo definì Napoleone, a Nicolas Appert che tra il 700 e l'800 fece una sconvolgente scoperta inventando la scatoletta. Lui, pasticcere a Parigi, ebbe l'intuizione di inscatolare i cibi per conservarli. Appert capì, geniale, l'azione distruttrice del calore che blocca il processo di alterazione e decomposizione dei cibi: lui li bolliva, li metteva nei vasi di vetro, li sigillava e li faceva ribollire ancora... voilà, le joeux sont fait! Ora, a noi sembra una bischerata, ma questa è una di quelle scoperte, frutto della creatività e del caso, che hanno cambiato la vita quotidiana dell'uomo tanto che oggi in Italia si consumano la bellezza di duecento milioni di scatolette ogni anno…

Allora, per fare buone e golose conserve oggi non ci vuole un gran talento, ma poche e semplici regole igieniche perché c'è un nemico sempre in agguato che si chiama clostridium botulinium. Sì lui, il botulino, l'ormai familiare alleato negli studi estetici è però un nemico mortale se ce lo ritroviamo nei barattoli. Quindi vade retro botulinum. Conserviamo e sigilliamo nei nostri vetri solo l'amore e tutte le altre buone cose che ci piacciono, basta poco, provare per credere.

P.S. E basta con la storia "marmellata" e "confettura": sono le nostre piccole certezze, non ce le facciamo scippare dalla burocrazia perché le dita, da che mondo è mondo, si son sempre, e solo, messe nella marmellata…

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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