Gioco
«Noi nelle segreterie? No grazie»
I renziani (senza gli Adesso) si dicono soddisfatti del congresso e attaccano i vertici del partito
LIVORNO. Nel fortino del Pd di Borgo pochi mesi fa il presidente della 3, Giovanni Battocchi, presentò l’associazione Livorno Adesso. Ieri nella stessa sala non c’erano né Battocchi né gli “Adesso”, ma il fronte renziano formato dagli ex franceschiniani vicini alla Bolognesi e dai rottamatori colligiani. L’assessore Riccardo Demi e i candidati al comunale e al territoriale, Alessio Quintavalle e Alberto Silvestri, che hanno tracciato un bilancio del congresso che ha visto la vittoria di Samuele Lippi (73%) e Yari De Filicaia (63%).
I renziani non le mandano a dire ai colleghi. «Siamo molto soddisfatti del risultato ottenuto – esordisce Demi – ma nel Pd livornese c’è una zona grigia che si nutre di opportunismo e sta lì pronta a sfruttare ogni situazione per riposizionarsi». Demi ce l’ha col sindaco Cosimi: «È il primo firmatario della lista per Renzi e il primo della lista De Filicaia. È il primo di tutto. Ha appoggiato i segretari cuperliani e farà la campagna per Renzi: è come giocare il primo tempo con la maglia della Juventus e il secondo con la Fiorentina». Poi attacca De Filicaia: «Sappiamo da prima del congresso che voleva scegliersi altri interlocutori, ora non provi a fare giochini con i renziani pret à porter...». E Lippi: «Parlando di chi metterà in segreteria ha detto che i renziani gli hanno sbattuto la porta in faccia tre volte e ora ci deve pensare. Non si disturbi: non abbiamo intenzione di entrare in alcuna segreteria. Tanto più che quella di Lippi durerà cinque mesi perché è molto probabile che si candidi a sindaco di Cecina...».
Quintavalle lo ripete due volte: «Samuele ci sta rifiutando qualcosa che non accetteremo. Non vogliamo parlare di nomi e di poltrone, ma di questioni. La città è in un momento drammatico. Faremo la nostra parte nei circoli e in direzione: si apre una fase dialettica nuova, a cui il partito non è abituato».
Silvestri snocciola i dati e fa notare che alla fine «hanno votato solo dirigenti e parenti»: «In città hanno votato circa 1300 militanti: considerando che solo i dirigenti sono 500 e che ognuno porta a votare almeno la mamma o la sorella...». «Dovremo riflettere tutti su questo – dice – e pensare a come riparlare agli elettori, non solo agli iscritti». Silvestri ha preso circa 500 voti: «500 persone che hanno detto che vogliono cambiare, che c’è bisogno di una politica nuova. Il nostro è uno dei risultati migliori della Toscana, per l’area renziana». Certo il fonte nato dall’unione con i franceschiniani ha preso quanto incassò al congresso tre anni fa (37%): l’apporto dei renziani che hanno stretto l’accordo è stato pari a zero? «Ma il 37% di Silvestri – taglia corto il candidato – non può essere paragonato al 37% di Franceschini...».
E Quintavalle come si spiega le schede bianche e tutti i voti (più di cento) che ha preso in meno di Silvestri? Un disegno del fronte Bolognesi, come ha ipotizzato Battocchi? «Ho passato molto tempo in provincia, ho girato 45 circoli – risponde – la bataglia sul comunale è stata più accesa, caricata di altri significati. Ho fiducia in Alberto, nessun disegno».
In sala si vedono Marco Martelli, Davide Cecio (rientrato nell’assemblea territoriale) e il responsabile del forum immigrazione, Marco Tinti. La chiusura è proprio sulla storia degli immigrati che hanno votato soprattutto al Pd Centro, permettendo la vittoria dei renziani: «Una polemica vergognosa, si vede che qualcuno ha paura», si limitano a dire al tavolo. Chissà se e chi porterà Renzi a Livorno prima dell’8 dicembre. Intanto i due fronti si organizzano ognuno per conto proprio: l’11 novembre Parrini sarà a Cecina, mentre su Fb Battocchi e Sergio Landi organizzano un’iniziativa con i parlamentari Morando e Tonini che l’8 novembre alla Feltrinelli presenteranno il libro con la prefazione di Renzi. L'incontro è promosso da LibertaEguale e Livorno Adesso «per una politica fatta di obiettivi e intese chiare piuttosto che larghe...». (j.g.)
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