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Gallanti: Porto 2000, è la legge a imporci di vendere le quote
LIVORNO. «Non possiamo ignorare la normativa nazionale soltanto perché fino ad oggi non è stata applicata: Dobbiamo scendere sotto il 50%, e l'unico modo per farlo è la gara». Parola del presidente...
LIVORNO. «Non possiamo ignorare la normativa nazionale soltanto perché fino ad oggi non è stata applicata: Dobbiamo scendere sotto il 50%, e l'unico modo per farlo è la gara». Parola del presidente dell’Authority Giuliano Gallanti: la privatizzazione della Porto di Livorno 2000 (72% Authority, 28% Camera di commercio) è finita nel menù del comitato portuale. E se il segretario generale Massimo Provinciale ricorda che «all'inizio della prossima settimana apriremo le buste per la scelta dell'advisor, che dall'aggiudicazione dell'incarico avrà al massimo 90 giorni», Gallanti ripete che l'advisor dirà «che valore ha l'impresa, di quanto dobbiamo scendere, e quando è consigliabile vendere».
Gallanti invita anche a non fare dietrologia sull’accordo fra gentiluomini con il presidente della Camera di Commercio (in comitato portuale Nardi «si è semplicemente impegnato a non esercitare il diritto di prelazione sulle quote della Porto 2000 che l'Authority è obbligata a vendere».
Da Palazzo Rosciano si sottolinea che in comitato il sindaco Cosimi ha «espresso apprezzamento» per come è stata gestita la cessione delle quote della società: il percorso – ha detto – è quello stabilito nel Piano Operativo Triennale, l’advisor può aiutare a «capire quali vantaggi potrebbe avere l'economia cittadina da un percorso di valorizzazione dei nostri asset». Nel Pot – viene riferito – «non preconizza situazioni di astrazione dei soggetti pubblici dal settore crocieristico», per Cosimi ben venga l’interesse della Regione per creare «in sinergia con gli altri enti locali» una piattaforma comune su turismo e crociere, «non è sclusa a priori da un percorso che candida Livorno a diventare un porto crocieristico all'avanguardia; è chiaro che lo stesso ragionamento vale per gli attori internazionali potenzialmente interessati al nostro scalo marittimo. Ci troviamo soltanto nella fase iniziale di un dibattito».
Sul tavolo anche una lettera di Marchesini (rappresentante dei lavoratori) che chiede chiarezza a quanti, nei giorni scorsi, hanno ipotizzato la possibilità di “dribblare” la gara per la Porto 2000.
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