Il Tirreno

Livorno

Chiuso il Grande, dipendenti a casa

di Juna Goti
Chiuso il Grande, dipendenti a casa

Cessata ufficialmente l’attività: sale svuotate e lettera di licenziamento ai tre addetti. Dubbi sul futuro dei locali

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LIVORNO. Se a dire che il cinema Grande non riaprirà non fossero bastati i carrelli pieni di poltroncine rosse che negli ultimi giorni sono stati trascinati sul marciapiede e caricati su camion diretti chissà dove, ora ai tre dipendenti dello storico multisala sono arrivate anche le lettere di licenziamento.

Fine della corsa. Fine delle proiezioni. Non ci sono più dubbi: «L’attività è cessata, il cinema non riapre, non mi chieda per quanto perché non lo so, mi scusi ma non vogliamo dire altro...». Dall’altra parte della cornetta c’è Mario Lorini, che con la Grande Srl ha gestito le sale di piazza Grande per quindici anni, dal 1998.

La chiusura del cinema che si affaccia sul cuore del centro era nell’aria da settimane. Almeno da quando Il Tirreno, a settembre, aveva segnalato i ritardi nella ripresa delle proiezioni dopo la pausa estiva. Livorno aveva iniziato a dare per scontato l’addio a un pezzo di sé, anche se i gestori avevano cercato di prendere tempo: «Per ora non riapriamo, è una proroga delle ferie, vedremo...». Ora alla fine della scalinata del “nobile interrompimento” non resta che il lucchetto.

I tre addetti - la cassiera in maternità da qualche mese e due operatori di 46 e 55 anni – hanno ricevuto la lettera di licenziamento per cessazione di attività il primo ottobre, dopo circa un anno e mezzo di cassa integrazione. Lo conferma uno degli ormai ex dipendenti, Fabrizio Ciulli, contattato ieri pomeriggio al telefono.

Ciulli – due figli, lavoratore del Grande dal 1998 – ha inoltrato le pratiche per la messa in mobilità qualche giorno fa. «Non riscuotiamo da mesi – racconta – la cassa integrazione in deroga è ferma a marzo. Ora siamo anche in mezzo a una strada...».

«Il cinema – ricostruisce il lavoratore – ha chiuso il 9 giugno per la solita pausa estiva: quando a luglio ho chiamato i responsabili per fare una domanda sulle ferie mi hanno risposto che forse non avremmo neppure riaperto».

Il Grande, nato negli anni Cinquanta e chiuso nel 1997, è stato inaugurato nel 1998 con tre sale: una da 540 posti e le altre due da 140 ciascuna. Nel 2009 le difficoltà hanno iniziato ad essere tante, troppe. Difficoltà che non trovano spiegazione solo nella crisi generale del settore, ma anche nell’apertura del multisala di Porta a Terra e nell’incapacità di istituzioni e privati di fare davvero squadra tenendo in vita un circuito di sale in centro. I livornesi non hanno dato una mano se è vero che nel 2012 il numero di biglietti venduti è sceso ben al di sotto della soglia dei 40mila.

In pochi anni hanno chiuso Metropolitan, Odeon, Moderno (appena diventato un parcheggio) e Gran Guardia. Proprio alla Gran Guardia, trasformata in uno store di H&M, tra poche settimane saranno inaugurate due sale da 300 posti in tutto: esiste la possibilità che i privati che gestiranno il nuovo polo cinematografico assumano i lavoratori del Grande?

E poi: cosa ne sarà degli spazi che si affacciano su piazza Grande, di proprietà di un’immobiliare. La speranza di commercianti e residenti è che non diventino un buco nero, spento, nel cuore del centro.

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