Gioco
L’accusa di Sel: «Lavori pubblici a un’unica ditta»
LIVORNO. «Perché in città sembra esistere una sola ditta che porta avanti i lavori pubblici? Possibile che non si riesca a far lavorare anche le altre?». A domandarlo è il consigliere Lamberto...
LIVORNO. «Perché in città sembra esistere una sola ditta che porta avanti i lavori pubblici? Possibile che non si riesca a far lavorare anche le altre?». A domandarlo è il consigliere Lamberto Giannini (Sel), durante lo svolgimento della terza commissione, dove il tema trattato è stato la situazione edilizia a Livorno. Lo stesso dubbio è stato condiviso anche da Bruno Tamburini (Pdl).
Gare trasparenti. Chiamata in causa come rappresentante della giunta, l’assessore al lavoro e alla semplificazione Darya Majidi ha risposto: «Esiste un regolamento per le gare d’appalto, che deve essere rigorosamente rispettato. Tutto avviene con estrema trasparenza. Se poi a vincere è la stessa ditta che punta sempre al ribasso, questo non dipende da noi».
Meno 1100 posti. Alla seduta hanno partecipato come ospiti alcuni sindacalisti e rappresentanti dell’imprenditoria locale. Nicola Triolo (Filea Cgil), ha citato alcuni dati per evidenziare la situazione drammatica dell’edilizia livornese («Dal 2008 a oggi si sono persi 1100 posti di lavoro»), mentre Fabio Verdiani (Uil), riprendendo il discorso sulle ditte, ha chiesto di «premiare quelle che rispettano le regole, anche se costano di più». Gli imprenditori, invece, oltre a rimarcare la gravità del momento, hanno cercato di fare delle proposte: «La cassa edile è arrivata a numeri di iscritti preoccupanti- dice Stefano Frangerini, presidente dell’Associazione nazionale costruttori edili (Ance) - occorre fare qualcosa, bisogna stimolare gli investimenti privati nel mercato pubblico». Infine conclude: «Invito la pubblica amministrazione a fare una attenta e seria riflessione sul mondo delle costruzioni, e a fare attenzione al piano strutturale, che lo ha affidato a chi si era già occupato del precedente. Ci vuole innovazione per riqualificare il territorio».
«Ristrutturiamo gli edifici». Anche Dario Talini, responsabile provinciale Cna, chiede maggiore rinnovamento, «il settore delle costruzioni – afferma - dovrà fare una formazione adeguata su nuove tecnologie e strumenti», e aggiunge, «in Toscana ci sono più di un milione di edifici che hanno almeno trent'anni, dietro le loro ristrutturazioni ci sarebbe un'economia notevole». Fra gli interventi dei consiglieri, molti hanno messo in evidenza le difficoltà della commissione, e i tempi lunghi con cui è stata avviata («Ormai stiamo celebrando il funerale di un malato che prima era grave», afferma critico Giannini, spalleggiato anche in questo caso dal suo opposto Tamburini). Mentre Gianfranco Lamberti, mettendo in evidenza le assenze e i ritardi dei vari consiglieri, va ancora più diretto: «Non è il modo di presentarsi davanti agli imprenditori. Questa è una commissione sciatta».
Massima attenzione. Salvatore Capuozzo (Pdl), invece, ha invitato tutti a essere più pratici, «buttando giù un documento su cui lavorare». Arianna Terreni (Pd), riguardo al dibattito sulle varianti, ha proposto di individuarne alcune «e di lavorarci insieme». Infine, Majidi, dopo aver risposto alle varie critiche, ha concluso dicendo: «Dobbiamo puntare all’unione di pubblico e privato, la politica da sola non ce la più». Da segnalare la presenza in sala degli operai della Cil, che ormai sono in liquidazione e hanno chiesto di parlare con i consiglieri: «Mi impegnerò a convocare nuovamente la commissione in settimana affinché questo possa avvenire», ha promesso Vladimiro Del Corona.
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