Gioco
Il mistero dei fiori firmati Modigliani
Si riapre un’intricata vicenda già discussa tredici anni fa
LIVORNO. Sono due nature morte, all’apparenza uguali a uelle che si possono trovare in tante case, nel salotto buono o in soffitta, dipende dai gusti. Ma il mazzo di fiorellini bianchi e le dalie arancioni che spiccano su uno sfondo nero nelle tele circolari di proprietà di Sonia, Serena ed Eleonora Benini, hanno qualcosa in più: la firma dell’autore, “Modigliani”, ma senza “Amedeo”.
Un particolare che da oltre dieci anni ha portato anche questi due dipinti al centro dell’infinito tormentone che coinvolge privati cittadini, critici, mercanti e addetti ai lavori sull’autenticità delle sempre più numerose opere rinvenute in città e attribuite all’artista. Un tema che dai tempi della beffa e delle sculture realizzate dai ragazzi per gioco e dall’artista situazionista Froglia per sfida, appassiona e fa paura, perché la lezione delle false teste, che trassero in inganno un plotone di bei nomi, ha lasciato il segno. Così che il rapporto tra la città e Modigliani continua ad essere ambiguo e maledetto, sospeso in un limbo di incertezze, tra lo sfottò e il dramma, tra amore e odio, tra l’orgoglio di aver dato i natali a un genio e la tentazione di dissacrare anche questo vanto.
Ma le signore Benini non temono la “maledizione” e sono sicure che quei fiori li abbia dipinti Modigliani, un Modigliani ragazzino e ora vogliono esporre i due dipinti , nell’ambito di una mostra dedicata a nonno Gino, pittore anche lui, e ad altri artisti. «Per questo abbiamo chiesto uno spazio comunale, per il resto ci prendiamo la responsabilità di quello che diciamo, non chiediamo niente a nessuno. Abbiamo gli expertise, quello calligrafico e anche uno tecnico. Per noi questi sono quadri di Modigliani. Ci risulta che a volte, da ragazzino, firmasse solo con il cognome e in fondo a Livorno c’è stato tanto, chissà quanti posiedono delle opere che lui ha realizzato negli anni giovanili». Il Modì presunto autore delle nature morte che ora le signore Benini custodiscono nel caveau di una banca avrebbe avuto 13-14 anni. «Anche nei racconti della madre si parla di quando Amedeo veniva spedito nello studio di Micheli, che per l’appunto dipingeva soprattutto fiori... Mio nonno, che è scomparso nel 1998, li custodiva gelosamente, ci ha sempre detto che in casa aveva due Modigliani».
I due dipinti della famiglia Benini in realtà erano già stati oggetto di discussioni e di valutazioni oltre dieci anni fa: il Tirreno ne parlò ampiamente nel gennaio 2000. Ma a smontare l’ipotesi che appartenessero a Modì ci fu l’entrata in scena di un terzo quadro, tuttora affisso nell’appartamento di una coppia di professionisti livornesi, che rappresenta un mazzo di fiori molto simile a quello raffigurato in uno dei quadri delle Benini e che porta chiara la firma di Matilde Modigliani.
Forse una parente, forse no. Così come non è mai stata chiarita del tutto l’identità di un’altra pittrice omonima, Corinna Modigliani.
«La stessa mano che ha realizzato il dipinto firmato da Matilde - dicono ora i proprietari - è quella che ha realizzato almeno uno di quei due quadri firmati solo “Modigliani”, quindi ci sembra abbastanza chiaro che né noi né quelle signore abbiamo la fortuna di possedere opere autentiche del grande Modì».
Le signore Benini però non si fanno scoraggiare: «Abbiamo visto quella natura morta, non ha niente a che fare con i nostri dipinti. Si sa che c’era questa Matilde Modigliani che ha lasciato molte opere e quelle è una di quelle. Ma ci sono anche in giro tanti quadri, anche semplici studi di Amedeo che in fondo a Livorno è restato parecchio. Chissà quanti livornesi possiedono tele anche non firmate sulle quali l’artista si è esercitato».
Ma perché questa idea della mostra dedicata al nonno e la voglia di esporre i vostri “Modigliani” dopo dieci anni e oltre di silenzio?
«A risvegliare il nostro desiderio di dare a tutti la possibilità di ammirare questi lavori è stato un docu-film che un tv francese ha realizzato su Modigliani. Sono venuti da noi, evidentemente avevano fatto delle ricerche, cui hanno intervistato e poi il docu-film è andato in onda... Così aggiunge - siamo tornate alla carica. Ai francesi sembra normale che Modigliani abbia lasciato delle opere nella sua città Natale, perché noi dobbiamo sempre fare gli scettici?».
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