Il Tirreno

Livorno

Sos da via degli Ebrei «Due buche da record»

Sos da via degli Ebrei «Due buche da record»

A dissestare l’asfalto sono stati i continui rattoppi negli ultimi anni I residenti chiedono che le voragini vengano almeno transennate

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LIVORNO. Due buche da record, a distanza di poche decine di metri l'una dall'altra. Due crateri, diventati sempre più profondi e pericolosi nel disinteresse di chi invece avrebbe dovuto sistemarli, o quantomeno metterli in sicurezza. No, non stiamo parlando del viale Marconi o di via Goito, già tristemente note per la situazione critica dell'asfalto, ma di via degli Ebrei, una strada più piccola ma comunque fondamentale per la viabilità del quartiere Fabbricotti. Parlare di "manto stradale" sarebbe un complimento per i 350 metri costellati da avvallamenti e crepe più o meno estese. Eppure via degli Ebrei Vittime del nazismo è un asse di scorrimento piuttosto trafficato, specie in seguito alla rivoluzione del traffico tra il viale Fabbricotti e il viale della Libertà. Come si spiega, allora, la scarsa attenzione e la totale assenza di interventi da parte di chi di dovere? Al momento non è dato saperlo. Ciò che è sicuro, però, è che nel tratto centrale della strada si sono originate due buche da record, nate da precedenti rattoppi effettuati ormai anni fa. In particolare, davanti a una delle due voragini, lo strato di bitume è praticamente affondato. I rattoppi, lungo tutta la via, hanno cominciato a sgretolarsi giorno dopo giorno, mese dopo mese. Nelle ultime settimane la situazione è precipitata: i due crateri si sono allargati a vista d'occhio, arrivando a estendersi per quasi un metro di lunghezza e mezzo metro di larghezza. Se gli inconvenienti per gli automobilisti si misurano in termini di scomodità e di possibili danni a ruote o semiassi (cosa comunque non da poco), il grande pericolo per scooteristi e ciclisti è evidente: quelle buche sono una trappola pericolosissima. Le buche sono infatti così profonde che il cemento è ormai assente, tanto che affiora lo stato di pietre presente sotto l'asfalto. Così i rischi si moltiplicano, perché le stesse pietre potrebbero colpire le vetture parcheggiate, o peggio qualche passante, nel momento in cui venissero sollevate in modo brusco dai veicoli in circolazione. Ciò che nel frattempo rimane incomprensibile agli abitanti di via degli Ebrei è come sia possibile che una strada non di periferia sia sparita dai "radar" dell'amministrazione. Non solo le buche sono state dimenticate e lasciate al loro destino, ma qui non c'è neanche traccia di quella "moda" che prevede almeno la messa in sicurezza delle voragini con le transenne.

Giorgio Carlini

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