Toscana
Problema risolto in via degli Ebrei vittime del nazismo
Ricoperti i due crateri dopo le lamentele dei residenti del quartiere Fabbricotti riportate dal Tirreno
La rubrica Segnala Livorno registra un nuovo, importante successo. I due crateri lungo l'asfalto di via degli Ebrei vittime del nazismo, infatti, sono stati bitumati a poche ore di distanza dal nostro articolo che, rispondendo alle lamentele dei residenti, puntava il dito contro le pessime condizioni del manto stradale dell'arteria nel cuore del quartiere Fabbricotti.
Una sistemazione-lampo per le voragini da record, ma solo dopo la pubblicazione del nostro servizio (sul sito web del Tirreno e in seguito sul quotidiano in data martedì 29 ottobre). Difficile che sia stata una semplice coincidenza: le buche profonde, a distanza di poche decine di metri l'una dall'altra, sono rimaste infatti sull'asfalto per un tempo incalcolabile, nella totale assenza di interventi di bitumazione o di messa in sicurezza tramite l'uso di transenne.
Settimana dopo settimana, mese dopo mese, i due crateri si sono allargati a vista d'occhio, arrivando a estendersi per quasi un metro di lunghezza e mezzo metro di larghezza. Fino alla denuncia del Tirreno: abbiamo documentato con foto lo stato di degrado che caratterizzava la superficie stradale di via degli Ebrei, sottolineando il rischio di gravi incidenti che avrebbero potuto interessare soprattutto ciclisti e scooteristi e auspicando un intervento da parte di chi di dovere. Detto, fatto: con grande sorpresa dei residenti, già dalla giornata di martedì le due voragini sono state coperte. Un'operazione piuttosto rapida, quella della posa del bitume sopra le buche. Un'azione che in men che non si dica ha cambiato volto alla strada. Certo, in via degli Ebrei restano altre crepe e avvallamenti, ma almeno ora sono scomparsi i due ostacoli più pericolosi. E un po' di merito ce lo prendiamo anche noi di Segnala Livorno: il "problema risolto" rappresenta un'altra piccola ma preziosa vittoria per la rubrica a misura di cittadino.
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