Il Tirreno

Livorno

Giovedì 31 scioperano i bancari

di Giulia Mancini
Giovedì 31 scioperano i bancari

«Protestiamo contro la disdetta del contratto». Disagi nei servizi e nei rifornimenti dei bancomat

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LIVORNO. Sciopero nazionale di categoria per i bancari, che dopo tredici anni dall’ultima volta, il 31 ottobre, nel giorno simbolico della “Giornata del Risparmio”, risponderanno con l’astensione dal lavoro a quello che viene definito un atto di prepotenza da parte dell’Associazione Bancaria Italiana.

Quindi, anche a Livorno, istituti di credito a servizio ridotto o chiusi l’ultimo giorno del mese. «Stiamo protestando contro la disdetta anticipata del contratto collettivo consegnata dall’Abi – spiega Antonio Mirra (Fabi)- una decisione che ci ha colto completamente di sorpresa e che sfrutta chiaramente l’onda della crisi economica per tentare di cancellare tutte le regole e le tutele del lavoratore in banca».

Secondo quanto viene riferito dagli organismi sindacali di categoria, l’Abi ha disdetto - senza alcun preavviso e con ben sei mesi d’anticipo - il contratto nazionale di lavoro dei bancari, lasciando nell’incertezza del proprio futuro oltre 300mila famiglie.

«Senza dubbio moltissime delle operazioni un tempo compiute allo sportello oggi si possono fare online –interviene Stefano Ferrari (Fisac-Cgil)- ma il lavoro del bancario si è adattato a questi cambiamenti a partire dal 2000; il personale è stato riqualificato inoltre nel settore vi sono stati 42mila esuberi negli ultimi anni, sempre gestiti in un confronto sereno con i sindacati».

Ma che cosa c’è da aspettarsi per questo giorno di sciopero che anticipa il ponte del 1° novembre? Il rischio maggiore è che si possa esaurire la liquidità dei bancomat senza il personale di servizio che provvede a mantenere stabili le casse (venerdì 1° novembre è festa, poi c’è la chiusura del weekend, quindi i bancomat rischiano di esaurirsi nel lungo ponte...) come del resto problemi si potrebbero verificare nella gestione del sistema informatico e telematico delle banche che è legato all’attività degli operatori.

Non c’è invece motivo di preoccuparsi - così almeno spiegano i sindacati - se non si è riusciti a pagare le tasse (Tares ad esempio) o bollette entro il 31 ottobre nel caso in cui si fosse trovato lo sportello chiuso per sciopero.

Grazie ad un provvedimento speciale sarà possibile farlo nel primo giorno utile lavorativo, quindi entro il 4 novembre, senza andare incontro alle normali sanzioni applicate in caso di ritardo.

Va comunque detto che la Tares, in scadenza il 31 ottobre (seconda rata), si può pagare in tutti gli uffici postali. Uno sciopero condiviso quello del 31 ottobre da tutti i sindacati di categoria, uniti nel difendere i diritti dei lavoratori.

«Alla base della crisi del settore bancario non si trovano le ragioni indicate dall’Abi – aggiunge Filippo Giusti (Fiba-Cisl)- piuttosto le vere ragioni risiedono nei costi eccessivi della classe dirigente bancaria: bonus, stipendi e liquidazioni dei top manager che hanno poco a che vedere con gli stipendi reali di chi lavora in banca». Un confronto serrato fra bancari e bancari, uno sciopero nazionale per tornare a contrattare con l’Abi.

«Noi vogliamo un modello di banca differente, e non come gli spot che si sentono in tv –aggiunge Ferrari (Cgil)- chiediamo un tetto allo stipendio dei manager, il rinnovo del sostegno al reddito e all’occupazione, e soprattutto che le sofferenze del settore non vengano scaricate sui lavoratori».

Si prevede una forte risposta di mobilitazione da parte dei lavoratori, i quali richiedono un nuovo modello di banca che privilegi una maggiore produttività per mantenere gli stessi livelli occupazionali.

Nel territorio della provincia di Livorno sono coinvolte tutte le banche escluse le cooperative di credito non interessate dal provvedimento Abi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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