Sicurezza
Esclusi dalla maxi-alleanza A rischio 50mila container
L’allarme anche a Palazzo Rosciano. Ma non è detto che la merce segua quel che dettano le strategie del patto fra i tre armatori più grandi del mondo
LIVORNO. Tanto per capire che aria tira, i big internazionali degli spedizionieri lo chiamano il “mega super mostruoso”: è l’alleanza fra i primi tre armatori del mondo (i danesi di Maersk, i francesi di Cma Cgm e i ginevrino-napoletani di Msc) che valgono il 37% della capacità di stiva della flotta portacontainer esistente al mondo e hanno in pugno il 40% del traffico fra l’Asia e l’Europa.
Cosa c’entra Livorno? Niente e tutto. Niente: perché, a quanto è dato sapere, il nostro scalo sarà saltato dalla scelta dell’alleanza kolossal. Tutto: perché sono a rischio 50mila teu, cioè grossomodo un container su dieci fra quelli che vengono sbarcati o imbarcati a Livorno.
Questo spiega bene come mai ieri la preoccupazione si sia materializzata dentro gli organismi dell’Authority. Sembra che nella riunione della commissione consultiva sia suonato l’allarme per le possibili ripercussioni su due traffici: l’uno riguarda il servizio Msc per il Nord America che riguarda il terminal Lorenzini, l’altro il servizio Amerigo che Cma-Cgm (in tandem con Hapag Lloyd) porta in Tdt.
Ma già quest’ultimo aspetto dice che le cose forse sono più complicate e meno decise di quel che pare: non foss’altro perché Hapag Lloyd non fa parte della maxi-alleanza. Può bastare questo bruscolino a inceppare il tentativo di far cappotto per ridurre la competizione sui prezzi e dunque rialzare i margini di profitto? Difficile crederlo, ma in mezzo si è messa anche la rivolta degli spedizionieri: fuoco incrociato dei giganti del settore chiamando in causa tutte le autorità antitrust possibili contro quella che giudicano una limitazione della concorrenza fra armatori (e dunque tutta a loro danno).
Non basta. Gli addetti ai lavori sanno bene che gli armatori hanno le loro strategie per giocare sulla scacchiera delle direttrici di traffico ma, al tempo stesso, non è sempre vero che la merce segue senza fiatare le scelte dell’armatore. È capitato anche a Livorno: un istante dopo la fuga di una grossa compagnia, proprio Msc l’aveva rimpiazzata caricando buona parte della merce che avrebbe dovuto essere dirottata altrove.
Non è detto, perciò, che agli inizi dell’estate del prossimo anno la cosa si concretizzi e soprattutto che si concretizzi così. Ma vale come l’ultima chiamata: per il prossimo anno è previsto un calo (meno 6%) delle crociere, se la minaccia P3 si realizzasse si partirebbe da un meno 10% nei contenitori. E nei primi sette mesi dell’anno risultano anche in calo i traffici ro-ro dei camion via “autostrade del mare”. Il salvagente, dov’è?
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