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Livorno

L’orgoglio livornese nelle medaglie dei campioni dello sport

L’orgoglio livornese nelle medaglie dei campioni dello sport

Al teatro Goldoni sfilano gli atleti che hanno segnato la storia Alla schermitrice Irene Vecchi è andato il Premio Prestige 2013

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LIVORNO. L’orgoglio livornese in tutto il suo splendore con gli atleti che hanno vinto medaglie alle olimpiadi, ai mondiali e agli europei e ai campionati italiani. Una festa quella di ieri pomeriggio al teatro Goldoni che ha radunato il meglio dello sport della città. Un concentrato di campioni per ribadire quello che le statistiche di molti enti ribadiscono da anni: Livorno è una delle città sportive per eccellenza in Italia.

Scherma, canottaggio, vela, nuoto, pugilato. Sono alcune delle discipline in cui molti livornesi hanno fatto incetta di medaglie a tutti i livelli. Una vera e propria carrellata di ori, argenti e bronzi quella di ieri pomeriggio, in cui erano presenti il sindaco, Alessandro Cosimi, l’assessore comunale allo sport, Maurizio Bettini e il presidente della Provincia, Giorgio Kutufà. Ma anche esponenti dell’Associazione nazionale atleti olimpici azzurri d’Italia (Anaoai) come il presidente della sezione di Livorno, Rodolfo Graziani, il suo collega nazionale, Gianfranco Baraldi, il segretario nazionale Renzo Pedone e il delegato provinciale del Coni, Giovanni Giannone.

I talenti livornesi di oggi e di ieri, ma anche molti del prossimo futuro su un ideale red carpet per ribadire che questa città «ha molto da offrire e che riesce a ottenere risultati importantissimi con impegno e lavoro», ha detto Cosimi. La giovane schermitrice, Irene Vecchi, 24 anni, ma già un curriculum di grande livello, ha ricevuto il premio come Atleta azzurro prestige 2013. È lei l’esempio più prestigioso dell’attualità sportiva livornese.

Ma durante il pomeriggio al Goldoni c’è stato modo anche di ricordare i campioni del passato come Luciano Bonati, Renato Carnevali e Paolo Macchia che hanno festeggiato “le nozze di diamante con lo sport”, ben 60 anni da atleti. Sul palco anche la moglie e il figlio di Vittoriano Drovandri, il compianto campione di salto in alto, tre volte vincitore dei campionati italiani, scomparso lo scorso luglio.

Prima della sfilata dei campioni, però, le luci in sala si sono spente ed è stato dato spazio a “Campioni livornesi”, il film del regista Rossano Vittori che ha montato i momenti di gloria dei numerosi sportivi labronici, raccogliendo anche dichiarazioni di ciò che le vittorie hanno rappresentato per la loro vita.

«Livorno domina in tanti sport da sempre. Praticamente ci manca solo lo sci, per ovvie ragioni. Ma a questo abbiamo colmato questa lacuna con il gemellaggio con Cortina d’Ampezzo», questo il pensiero di Graziani che ha fatto gli onori di casa con tutti, stringendo mani e abbracciando i vecchi amici. Ma un po’ fra tutti gli atleti intervenuti (mancavano, tra gli altri, i volti noti come gli schermidori Aldo Montano, Andrea Baldini, il tennista Filippo Volandri e la judoka Giulia Quintavalle) c’è stato grande affetto. In molti non si vedevano da anni e alcuni tra giovani e meno giovani si sono conosciuti per la prima volta proprio ieri, durante la premiazione.

Andreas Quirici

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di Redazione web