Il Tirreno

Livorno

La Magna richiama tutti al lavoro

di Giorgio Carlini
La Magna richiama tutti al lavoro

Seicento tornano in azienda. Stop alla cassa grazie alle commesse per serrature d’auto Fiat, Audi e Volkswagen

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LIVORNO. «Per cinque anni abbiamo vissuto un incubo, ora guardiamo al futuro con ottimismo». Marco Nardini, insieme ai colleghi delle Rsu (Letizia Barbini, Alessandra Caroti, Federico Mirabelli) e al dirigente Fiom Cgil, Simone Puppo, rivela un dato impensabile fino a pochi mesi fa: alla Magna Closures, gigante con radici canadesi che produce serrature per auto, sono rientrati tutti gli esuberi, tanto che l'azienda ha deciso la chiusura anticipata della cassa integrazione.

Lo stabilimento di Guasticce conta 600 addetti (età media 35 anni, 70% donne) e dal 2008 sopravviveva all'ombra della crisi, con ammortizzatori sociali, giorni di chiusura collettiva e dubbi sul mantenimento della sede livornese. «La cassa integrazione - ricordano in coro Puppo e Nardini - ogni anno era una conquista. Il punto più basso? Nel dicembre 2011: fu dichiarato un esubero strutturale di 120 lavoratori, a rischio licenziamento nel giro di due settimane». Seguì l'occupazione dello stabilimento e l'inizio di un percorso per salvaguardare i posti di lavoro. «Ma tutti - ammette Nardini - si aspettavano lo scenario peggiore».

Invece, nel marzo scorso, in Magna si intravede uno spiraglio di luce, grazie all'arrivo di volumi di produzione fino ad allora in mano a concorrenti europei. Da qui l'impennata nel fabbisogno di ore lavorative e l'accordo che in estate riporta in fabbrica gran parte dei dipendenti in esubero. I 120 cassintegrati (con punte di 150 nei periodi morti della stagione invernale) scendono a 25. Poi, da settembre, si tocca, e si mantiene, la "quota zero": da due mesi nessuno ha più bisogno degli ammortizzatori sociali. Così l'azienda ha chiesto al Ministero la chiusura anticipata della cassa.

La Magna ha saputo cogliere le opportunità offerte dal mercato. La fabbrica produce per metà per il gruppo Fiat e per l'altra metà per Audi-Volkswagen: non solo il colosso tedesco ha fatto registrare una crescita di mercato (a Guasticce si sfornano 170 mila serrature alla settimana per Audi), ma anche la produzione Fiat è aumentata, grazie ai modelli "vincenti" 500L e nuova Panda. Così adesso tre quarti dello stabilimento viaggiano su 18 turni: la settimana lavorativa inizia la domenica alle 22 e finisce alle 22 del sabato, per 40 ore settimanali.

«Oltre al mercato favorevole - sottolinea Nardini - il grande merito è dei lavoratori, che nonostante le difficoltà e i timori degli ultimi cinque anni hanno sempre garantito standard qualitativi importanti. Ciò ha permesso di farsi trovare pronti, e di portare a Livorno i nuovi volumi di produzione». E Puppo precisa: «La Magna è una realtà controcorrente rispetto al settore della componentistica locale, dove l'unica altra azienda che può sorridere è forse la Pierburg. Dobbiamo andarci con i piedi di piombo, ma se la fabbrica dovesse continuare su questi livelli di produzione, nei prossimi mesi si potrebbe persino cominciare a parlare di nuova occupazione». Parole che, appena un anno fa, in Magna sembravano un'utopia.

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