Graziano denuncia: troppi tagli rischiano d’indebolire l’Esercito
LIVORNO La sostanziale riduzione delle risorse «destinate all’approntamento delle unità per le operazioni fuori area» rischia di «impattare in maniera preoccupante sulla necessaria preparazione e...
LIVORNO
La sostanziale riduzione delle risorse «destinate all’approntamento delle unità per le operazioni fuori area» rischia di «impattare in maniera preoccupante sulla necessaria preparazione e sull’efficienza dello strumento, oltre che sulla sicurezza del personale».
Lo ha detto il capo di Stato maggiore dell’Esercito, generale Claudio Graziano, a margine della celebrazione che s’è svolta alla Vannucci ieri mattina, in occasione del 71esimo anniversario della battaglia di El Alamein, appuntamento che equivale alla festa della Folgore. Erano presenti il sottosegretario alla Difesa Gioacchino Alfano e il capo di Stato maggiore dell’Esercito, Graziano. Tra le autorità civili, la prefetta di Livorno, Tiziana Costantino, e il presidente della Provincia, Giorgio Kutufà.
Nel suo intervento il generale Graziano ha richiamato i temi del calendario 2014 dell'Esercito, in particolare la famiglia, raccontata attraverso i disegni dei figli dei militari. Il capo di Stato maggiore della forza armata ha voluto ricordare che «dietro all’uomo in ralla, che con grande coraggio e a rischio della propria vita esce in pattuglia da una base operativa avanzata, c’è una moglie o un marito, un padre, una madre o un figlio, che con altrettanto coraggio, condividono la sua scelta di vita nell’Esercito». Il capo di Stato maggiore ha ricordato che «ad El Alamein, 71 anni fa, fu scritta una delle pagine più epiche della storia del nostro Esercito che ha consegnato la Folgore alla leggenda».
A margine dell’evento, il sottosegretario Alfano alle domande dei giornalisti sulla legge di Stabilità ha risposto così: «I nostri militari hanno sempre dimostrato, così come riconosciuto da tutti i nostri alleati, di essere bravi, capaci e motivati nonostante i tagli di bilancio imposti da decisioni politiche».
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