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«La scuola è sporca» Lettera dei genitori: alle Bini arriva la Asl
LIVORNO. A scuola non ci sono prodotti per pulire. O ne arrivano troppo pochi, nelle mani di addetti già ridotti all’osso. Così un gruppo di genitori della scuola elementare Carlo Bini, in Borgo...
LIVORNO. A scuola non ci sono prodotti per pulire. O ne arrivano troppo pochi, nelle mani di addetti già ridotti all’osso. Così un gruppo di genitori della scuola elementare Carlo Bini, in Borgo Cappuccini, ha scritto una lettera alla dirigente del circolo didattico Benci, Gianna Valente, e agli ispettori della Asl, che ieri mattina hanno fatto un sopralluogo nella struttura.
«Nella scuola – si legge nella lettera inviata alla preside – non arrivano prodotti e materiali per la pulizia, o arrivano in quantità ridicole (ad esempio alcune bottiglie di candeggina o di sostanze per pulire i banchi) per una struttura di circa 250 alunni. Dopo varie informazioni raccolte – continua la lettera – ci risulta che questa situazione vada avanti già da molto tempo: abbiamo notato che il personale che pulisce è composto da due persone che hanno solo un’ora di tempo a disposizione per pulire dieci aule, quattro bagni e due corridoi». «Ci chiediamo – continua l’accorata nota – come sia possibile mantenere un livello di pulizia sufficiente, come sia possibile che questa situazione vada avanti da tempo, come sia possibile mantenere per il personale delle pulizie una dignità lavorativa visto che non ha a disposizione i mezzi per svolgere al meglio il lavoro. Come sia possibile anche che l'igiene e la pulizia siano diventate di così poca importanza per una scuola pubblica dell'obbligo: perché non c'è nessuno che controlla periodicamente lo stato delle classi e dei bagni delle scuole?».
«È vero – chiosano i genitori delle Bini – che tre anni fa c'è stato un taglio delle ore del personale delle ditte (riforma Gelmini), ma è anche vero che le scuole dove c'è stata più sensibilità al riguardo e più vigilanza da parte delle segreterie, non sono arrivate a questi livelli di sporcizia». Quindi «vorremmo sapere se negli altri plessi del circolo Benci la proporzione tra tempi di pulizia, personale e metri quadri da pulire sia la stessa» e «quali quantità di prodotti sono arrivate negli ultimi anni».
Contattata al telefono, la dirigente Gianna Valente ha confermato il controllo della Asl. «Ma la situazione – interviene – dipende dalla cooperativa: la scuola ha già fatto diversi solleciti alla coop perché aumentasse i materiali e la pulizia. Ma non hanno avuto esito e nel tempo i prodotti sono diventati sempre più carenti».
«Vorrei precisare – continua Valente – che tutte le scuole sono nella stessa situazione e sia il personale che i prodotti sono distribuiti in maniera equa tra i plessi». I vertici della scuola stanno spulciando anche il capitolato del vecchio appalto: a dicembre sarà fatta una nuova gara e questo non sembra facilitare il rapporto con la cooperativa. «Ci stiamo occupando della questione, ora aspettiamo il verbale della Asl», taglia corto la dirigente, che aggiunge: «Sono dispiaciuta che si sia creato questo allarme sociale mentre stavamo cercando di risolvere la situazione con le nostre forze».
Per questo gruppo di genitori scrivere la lettera non è stato facile: nei mesi scorsi – come altri genitori in città – si sono riuniti per pulire e tinteggiare la scuole grazie ai fondi raccolti con un mercatino di fine anno. «Un luogo – scrivono – dove i nostri figli, i collaboratori scolastici e i docenti passano buona parte della vita: un ambiente che si chiama scuola statale dell'obbligo, dove hanno il diritto di avere sicurezza e pulizia». Basta tagli o disservizi, ripetono, «a scapito dei bambini, dei docenti e degli stessi collaboratori scolastici».
«Vorremmo che anche i genitori di altre scuole – chiudono – non fossero solo spettatori arresi a una situazione che ormai viene data per scontata, ma che aiutassero le direzioni ad avere più coraggio nel sollevare questioni che da sole non possono risolvere». (j.g.)
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