Il Tirreno

Livorno

In giro per le strade sporcate dai vandali della porta accanto

di Andreas Quirici

Vicino ai cassonetti e lungo le strade la gente abbandona di tutto: c’è anche un gommone Da via Ecologia all’Ardenza e la zona artigianale. «Spesso è desolante, ma la città può migliorare»

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LIVORNO. «La cosa che più mi fa rabbia è che tutta questa roba potrebbe essere portata nei centri di raccolta in maniera gratuita, invece viene gettata ai bordi di questa strada». Massimo Cantini è sconsolato davanti allo scempio di via dell’Ecologia. Ai margini della carreggiata, oltre la rete verde c’è di tutto: televisori, frigoriferi, pezzi di mobili. Cantini è un ispettore dell’Aamps che, insieme al responsabile del servizio, Leonardo Biasci, sta facendo il suo solito giro per Livorno alla ricerca di discariche abusive, rifiuti abbandonati fuori dai cassonetti o comportamenti sbagliati in fatto di spazzatura da parte dei cittadini. Gli autori di questi scempi quotidiani non sono feroci gang di teppisti di periferia, ma tranquilli e onesti cittadini.

Svuotare il mare col secchiello. A volte, come nel caso di via dell’Ecologia, sembra che la missione degli ispettori ambientali (cinque operativi in via sperimentale) sia simile a quella di chi usa un secchiello per svuotare il mare. In altri casi, invece, gli interventi lasciano speranza che Livorno possa davvero girare pagina sotto l’aspetto della pulizia e del decoro. «Questa città ha grandi margini di miglioramento - ammette Cantini - perché spesso, dopo un intervento, vediamo che le persone cominciano a collaborare». Come quando un signore a Salviano, qualche giorno fa, ha fermato gli ispettori che stavano controllando alcuni documenti cartacei abbandonati in un cassonetto dell’indifferenziata per risalire a chi li aveva smaltiti in maniera sbagliata. Dopo una chiacchierata con gli uomini Aamps, il pensionato ha cominciato a segnare problemi nel rione. «La collaborazione dei cittadini è fondamentale - dice Biasci mentre guida l’auto bianca, senza loghi, come se fosse un mezzo “civetta” - sia per le segnalazioni, ma soprattutto per non sporcare».

Il controllo e la segnalazione. La coppia d’ispettori fa un giro dalle parti di via Enriques. Passando davanti a cassonetti con accanto «solo» tre “scarrabili” si stupiscono dei pochi rifiuti abbandonati. L’auto, però, si ferma comunque e vengono fuori documenti cartacei buttati tra gli indifferenziati. Il controllo porta a una rivendita di auto usate lì vicino. Cantini e Biasci vanno a parlare col titolare spiegandogli di stare attento. È straniero, ma capisce e promette collaborazione. «Questo è un caso abbastanza semplice - spiegano gli ispettori - Ma nelle situazioni più ingenti, prima avvertiamo almeno un paio di volte. Poi segnaliamo alla polizia municipale che, quando interviene, non può che sanzionare». Semmai, il problema è sui tempi d’intervento. La situazione in via dell’Ecologia, per esempio, è la stessa da una settimana a questa parte, perché, a seconda dei quantitativi e del tipo di rifiuti abbandonati, serve l’autorizzazione a procedere al recupero da parte del Comune, in base al preventivo di Aamps. E questo si traduce in interventi non sempre celeri.

Il gommone in strada e il parco. Via Enriques riserva un’amara sorpresa. Una discarica a cielo aperto con tanto di gommone abbandonato e rifiuti di ogni tipo. Gli ispettori cercano un numero di matricola del natante per risalire al proprietario senza fortuna. Fanno rapporto e scattano foto. Il viaggio si conclude al Parco dei Mulini davanti ai Tre Ponti, ripulito da poco tempo per una prima operazione che dovrà continuare “a mano”. «Questo parco è a dieci metri dal mare. E deve tornare a splendere», dice Cantini indicando il canale che fino a poco tempo fa era un giaciglio con tanto di materassi per decine di senza tetto.

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