Il Tirreno

Livorno

Il “virus” degli autisti colpisce anche a Pisa

di Danilo Renzullo
Il “virus” degli autisti colpisce anche a Pisa

Solo ieri 47 certificati medici: ko il servizio urbano ed extra urbano dei bus Fontana: «Solo un caso». Nelle ultime settimane braccio di ferro sugli integrativi

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LIVORNO. Dopo lo strano virus che a inizio ottobre ha messo ko una trentina di autisti livornesi del Ctt, il trasporto pubblico si ferma di nuovo causa “malattia”. Ma questa volta a Pisa.

Ieri 47 autisti del Ctt Nord in servizio nella città della Torre sono rimasti a casa per un improvviso (quanto strano) virus influenzale, mettendo ko il servizio urbano ed extraurbano per tutta la giornata. Il “virus” ha colpito 24 autisti impegnati nel turno della mattina e 23 del turno pomeridiano. A questi vanno aggiunti un altra ventina di autisti che da alcuni giorni sono in malattia. Calcolando che in totale, ogni giorno, vengono attuati circa 160 turni (90 di mattina e 70 di pomeriggio), ieri circa il 30% dei turni lavorativi non è stato effettuato. Secondo fonti aziendali, dei 47 autisti malati, cinque hanno inviato un certificato medico di un solo giorno. Gli altri (42) di più giorni. I disagi, quindi, si ripeteranno sia oggi che prossimamente.

Poche settimane fa una “epidemia” simile aveva colpito, appunto, gli autisti dell’ex Atl (che insieme alla ex Clap di Lucca e all'ex Cpt di Pisa oggi fa parte della Ctt Nord), con almeno trenta autisti assenti per malattia. Il presidente Alfredo Fontana preferisce non commentare l'accaduto imputando al caso il numero così alto di malati. «È forse solo una coincidenza», dice. Ma i dubbi restano. Da mesi, infatti, è in corso un braccio di ferro tra azienda e sindacati che rischia di far esplodere il servizio di trasporto pubblico, a Pisa come a Livorno. La scintilla è stata accesa lo scorso gennaio quando l'azienda ha disdetto i contratti integrativi dei dipendenti ex Cpt al fine di stipulare un contratto di secondo livello unico per tutti i dipendenti della società. Ne è scaturita una lunga e complicata trattativa che, poche settimane fa, si è conclusa con un mancato accordo. L'azienda ha quindi applicato i contratti in vigore alla ex Clap di Lucca che, per i dipendenti ex Cpt – come per quelli ex Atl – significa una decurtazione dello stipendio di almeno 250 euro mensili.

In seconda commissione controllo e garanzia del Comune pisano, i vertici della Ctt Nord hanno confermato l'esigenza di intervenire sul costo del lavoro per raggiungere gli standard imposti dalla gara per l'individuazione del gestore unico regionale e far fronte al buco di bilancio di circa cinque milioni di euro. I sindacati, invece, puntano il dito contro «l'incapacità manageriale di alcuni dirigenti» come causa delle difficoltà dell'azienda. Il braccio di ferro è destinato a durare. E a farne le spese saranno gli utenti: appiedati e arrabbiati.©RIPRODUZIONE RISERVATA

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