Il Tirreno

Livorno

Il Parco del Mulino apre la palestra e i laboratori

di M.Antonietta Schiavina
Il Parco del Mulino apre la palestra e i laboratori

Domani l’inaugurazione della nuova struttura che da anni si occupa dello sviluppo delle capacità dei ragazzi con sindrome di down. Il direttore: «Un successo»

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LIVORNO. Una strada non priva di ostacoli ma percorsa con entusiasmo e costanza, quella del Parco del Mulino, sede dell'Associazione Italiana Persone Down di Livorno, che domani alle ore 10, con l'inaugurazione della palestra e dei laboratori, si arricchirà di un altro tassello, a conclusione di un progetto edilizio nato 9 anni fa con la concessione, da parte dell'amministrazione comunale, di un terreno di 7mila metri quadrati nella zona di Banditella: un'area incolta, collocata a pochi minuti dalla spiaggia dei Tre Ponti, che è stata messa a frutto in tutti i suoi spazi, grazie a interventi mirati per il tempo libero e per l'inserimento nel lavoro delle persone Down.

«Il destino - spiega l’attuale presidente dell’associazione Daniele Tornar- volle che pochi mesi dopo la concessione del terreno, la Regione Toscana emanasse un bando nel progetto “Dopo di noi”. Nacque così il progetto Parco del Mulino che, affiancato dalle strutture ideate dell'architetto Francesca Pichi, grazie all’interessamento dell’ assessore al sociale Alfio Baldi, ottenne un cofinanziamento di 550mila euro» .

«Non avevo ben compreso il significato di cofinanziamento della Regione- confessa Tornar- e quando capii che avremmo dovuto reperire altre risorse finanziarie pari ai 550mila € stanziati, mi sentii mancare. Ma nel frattempo avevamo trovato estimatori, benefattori e acquisito la fiducia dell’allora Fondazione Cassa di Risparmi di Livorno e del suo Presidente Luciano Barsotti. Fattori questi che uniti al momento economico favorevole di quegli anni ci permisero in tempi record di realizzare il primo lotto, con la Sala Polivalente e la parte residenziale».

Dalla posa della prima pietra, avvenuta nel dicembre 2004, all'inaugurazione del "Parco", il 30 giugno 2007, trascorsero, infatti, soltanto 3 anni; e l’impresa fu anche elogiata da una lettera inviata nel 2012 all'Associazione dal Presidente emerito Carlo Azeglio Ciampi. «Da allora è iniziata la parte progettuale e si è concretizzata la nostra scelta di autofinanziarci, per sostenere le ingenti spese di gestione, ma anche per reperire i fondi per lo svolgimento dei corsi dedicati agli associati. Una sfida ancora più impegnativa della realizzazione edilizia, che ha dato vita a una Cooperativa sociale di tipo B, che affiancasse e interagisse con l'associazione, occupandosi di gestire convegni, matrimoni, compleanni e altri eventi che potessero darci un introito economico, ma soprattutto che ci permettessero di iniziare dei percorsi di inserimento lavorativo dei ragazzi dell'associazione».

Sono molte le attività che possono essere svolte oggi all’interno della struttura: dal servizio bar e catering all'accoglienza degli ospiti nel residence, dai Campus estivi per associazioni di disabili, all’accoglienza dei camperisti nell’adiacente area camper. Un'impresa che, di anno in anno, si è allargata con la convivenza negli spazi tra la parte commerciale e le attività dei soci, all'inizio piuttosto difficile. «Per alcuni soci – spiega il presidente – si trattava di un'esperienza nuova, che li avrebbe trasformat’, loro malgrado, in “imprenditori”, mentre altri soci pensavano all’Aipd solo come a un ente erogatore di servizi, non capendo, o non volendo, capire il vero scopo». Nonostante i mille problemi da risolvere l'associazione è andata avanti e oltre a svolgere annualmente i corsi istituzionali dell'associazione, nonché le attività riabilitative dei piccoli, ha portato avanti esperienze entusiasmanti, come i corsi di vela e la partecipazione da 11 anni al “Trofeo Velico Accademia Navale” o l'indimenticabile esperienza del Dynamo Camp, dove per tre anni anni un gruppo di giovani Down ha fatto volontariato per i bambini affetti da gravi patologie motorie e psichiche.

«Nel frattempo – conclude Tornar – con un altro co-finanziamento di 300mila euro arrivati dalla Regione, il generoso contributo della Fondazione Livorno e il sostegno della Croce Rossa sezione livornese, abbiamo terminato la costruzione degli ambulatori, della palestra e dei laboratori, integrando i servizi a disposizione degli associati. E, come “ultima follia” ci occuperemo del peschereccio “La Speranza”, frutto di una donazione da parte della Onlus "Crescere Insieme" di Parma. Un natante che ha una tolda con circa 50 posti a sedere e attrezzato per la ristorazione, ora ormeggiato davanti ai 4 Mori, che daremo in gestione, a condizione inderogabile che il personale sia composto dai nostri ragazzi. Un progetto, quello che non avremmo mai creduto di portare avanti in questo modo, che si arricchisce ogni anno di più, è stato anche possibile grazie agli eccellenti rapporti con il Comune, che ci ha sempre sostenuto, e con la locale Asl, con cui sono state realizzate convenzioni nell'ottica della sussidiarietà, con l'impegno che il Parco del Mulino venga incontro, nei limiti delle proprie specificità, alle tante necessità che presenta il mondo della disabilità. Stiamo inoltre per iniziare una collaborazione con il team del professor Paolo Dario, docente di Robotica Biomedica della Scuola Superiore San Anna, per la realizzazione di strumenti adatti alla stimolazione sensoriale dei down più piccoli. Una iniziativa che se, come sembra, andrà in porto, farà in modo che sul “Progetto Parco del Mulino” non sia ancora scritta la parola fine».

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