Il Tirreno

Livorno

Disegni chiude dopo 90 anni di attività

di Ludovica Monarca
Disegni chiude dopo 90 anni di attività

Il negozio di articoli per la casa Alla madre di famiglia era aperto dal 1923. Il proprietario: «Scelta dolorosa, ma inevitabile»

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LIVORNO. «Sono nato e cresciuto in questo negozio che ha fatto la storia della mia famiglia per quasi un secolo. Decidere di chiudere è stato difficile, difficilissimo, ma inevitabile».

Piero Disegni, 74 anni, non trattiene l’emozione nell’affermare che “Alla madre di famiglia” storico negozio di fronte al Mercato Centrale, dopo novant’anni di attività a dicembre chiuderà definitivamente il bandone. Un negozio conosciuto da tutti in città e i cui cartelli che annunciano la svendita totale lasciano a bocca aperta tutti i clienti. «Sono in pochi a crederci, ma chiudiamo davvero – spiega Disegni – Avrei dovuto farlo anni fa, ma proprio perché questo negozio per me rappresenta tutto ho provato a tenere duro. Anche e soprattutto per i miei clienti. L’idea che una volta chiuso il bandone sparirà non solo la mia attività, ma i prodotti di qualità unica italiana di questo settore dalla città mi spezza il cuore, ma adesso è arrivato il momento di guardare in faccia la realtà». Costi troppo alti rispetto alle entrate: è questo il motivo che ha spinto Disegni a “gettare la spugna” sullo storico negozio di biancheria per la casa . Ma non solo. «Nonostante il fondo sia di mia proprietà, le tasse negli ultimi anni sono cresciute in maniera esponenziale. Questo collegato al calo delle vendite è stato il colpo finale, ma già da tempo tutto era cambiato ovvero da quando il mercato ha smesso di svolgere anche quel ruolo sociale che un tempo aveva, anche per via di decisioni politiche che hanno preferito decentrare le attività in periferia. Peccato, perché questa zona della città sarebbe bellissima. E pensare che un tempo un banco al mercato delle erbe era ambitissimo, ora ce ne sono tanti vuoti...».

Livorno e via Buontalenti Disegni l’ha vista cambiare negli anni così come il suo mestiere. « “Alla madre di famiglia” ha aperto nel 1923 da un’idea dei miei bisnonni Isacco Disegni e Giulia Cava – racconta – Ben quattro generazioni della mia famiglia hanno lavorato tra queste mura servendo sempre prodotti italiani di grande qualità. Il nome? L’ha scelto la mia bisnonna per il carattere popolare a cui lei apparteneva». Un nome più che azzeccato visto che il negozio della famiglia Disegni è diventato in fretta un punto di riferimento per tutte le madri di famiglia e non solo. «Siamo sempre stati aperti, tranne durante la guerra ovviamente. Mio padre, essendo ebrei, è dovuto andarsene per questioni razziali e siamo sfollati in Garfagnana. Al nostro ritorno in città abbiamo trovato il negozio distrutto dai bombardamenti, siamo ripartiti grazie ai russi e agli americani». Disegni ha vissuto anche i primi grandi cambiamenti del suo mestiere: «La sparizione delle sarte prima di tutto, ma anche il passaggio dal coltrone alla trapunta. per quattro generazione abbiamo offerto alla città i migliori prodotti di biancheria italiana sul mercato confezionando tende su misura uniche. Il made in Italy è ancora ricercato, peccato però che il potere di acquisto sia così ridotto che tutti cercano l’impossibile: la qualità a prezzi minimi».

Arrabbiato? «Più che altro molto triste e dispiaciuto. Il fondo sarà affittato e inizierà una nuova avventura di qualcun’altro spero. Penso però ai miei clienti e alle mie splendide dipendenti, chiunque le assumerà farà un affare unico, sono bravissime». Un ultimo pensiero corre alla città e ai giovani: «Livorno ha potenzialità immense che devono essere sfruttate meglio. Abbandonare il mercato a se stesso puntando sulle periferie e le grandi distribuzioni è un errore, esattamente come non rendersi conto delle bellezze che abbiamo sfruttandole nel mondo giusto. Mi dispiace perché per questioni anagrafiche non vedrò l’Italia e Livorno tornare a splendere, ma spero per tutti i giovani che succeda davvero».

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