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Crac di Astragalo e Barcaccina: in 13 a processo per frode
Il giudice ha disposto il rinvio a giudizio per la presunta bancarotta delle discoteche. L’’avvocato difensore; dimostreremo la nostra estraneità
LIVORNO. I guadagni della movida a processo. Inizierà il prossimo 5 di marzo il dibattimento sulla presunta bancarotta e frode fiscale compiuta tra il 2007 e il 2010 dai gestori di tre delle discoteche più in voga del litorale livornese: il Metropolis di Cecina, l’Astragalo di Castglioncello e la Barcaccina di Vada, gli ultimi due in amministrazione controllata dall’estate 2012 quando il giudice firmò il sequestro preventivo.
A distanza di quattro anni dall’apertura dell’indagine da parte della Finanza, ieri il giudice per le indagini preliminari Giovanni Zucconi ha rinviato a giudizio tredici dei sedici indagati. I tre che non andranno a dibattimento hanno chiesto, tramite i loro avvocati, di essere giudicati (si tratta di due posizioni) con rito abbreviato, mentre l’ultimo presenterà richiesta di patteggiamento.
Tra i nomi più noti che a marzo compariranno davanti al giudice spiccano quelli Cesare Burgalassi, 41 anni a novembre, direttore artistico dell'Astragalo, Marcello Gucci, 51, (nella foto) anima della discoteca a picco sulla scogliera di Castiglioncello e Marco Vallini, 35. Le accuse a vario titolo nei confronti dei sedici sono pesanti: bancarotta fraudolenta, frode fiscale, false fatturazioni e insolvenza fraudolenta.L'avvocato Alberto Uccelli che difende tre dei principali imputati spiega: "Dimostreremo la nostra estraneità ai fatti durante il dinbattimento".
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