Il Tirreno

Livorno

«Non è pazzo»: 12 anni per aver accoltellato la ex

di Federico Lazzotti
«Non è pazzo»: 12 anni per aver accoltellato la ex

Imed Hamdi è stato condannato in abbreviato, assolto per la violenza sessuale I pubblici ministeri avevano chiesto oltre 18 anni di carcere

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. A distanza di 210 giorni dal giorno in cui è scampata all’aggressione a coltellate ad opera del suo ex convivente, Veronica Franceschi, 31 anni, decide di restare in aula mentre il giudice Beatrice Dani legge la sentenza nella quale condanna a 12 anni e 6 mesi di reclusione con rito abbreviato Imed Hamdi, 36 anni, tunisino, accusato di tentato omicidio, stalking e violenza sessuale nei confronti della donna. E in un altro procedimento dell’omicidio del presunto rivale in amore, reato per il quale martedì pomeriggio è stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere.

Gli ultimi sette mesi la trentunenne li racconta così: «Prima sono sopravvissuta per miracolo all’aggressione, poi mi sono trovata indagata per omicidio: da vittima ad assassina per colpa del mio ex fidanzato e delle sue follie. Ecco perché adesso vorrei mettere una pietra sopra a tutta questa storia e ricominciare una nuova vita».

La giornata di ieri in aula è iniziata con un’ora di ritardo - l’udienza era fissata per le10 - e una sorpresa: la decisione dell’imputato di non partecipare al processo.

È toccato ai pubblici ministeri Antonella Tenerani e Luca Masini ricostruire quanto avvenuto tra la sera del 27 febbraio e la mattina dell’11 marzo scorsi. «Il procedimento - spiegano dalla Procura - riguardava la denuncia presentata dalla donna alla polizia per la violenza sessuale avvenuta alle Fonti del Corallo, le persecuzioni dei giorni successivi comprese le minacce e ovviamente l’accoltellamento dopo il quale è avvenuto l’arresto da parte dei carabinieri».

Determinanti, per l’esito del processo, sono state le consulenze da parte degli esperti che hanno dovuto valutare la capacità di intendere e di volere da parte dell’imputato. «Non è pazzo, è una mente criminale», è stata la risposta dei consulenti nominati dal giudice e dalla Procura.

Al termine della requisitoria il pubblico ministero ha chiesto per l’imputato la condanna a una pena complessiva di 18 anni e 8 mesi ma l’assoluzione per il reato di violenza sessuale. «Imed - è la tesi spiegata dal magistrato - potrebbe non essersi reso conto che la donna non fosse consenziente visto che lo aveva seguito in una luogo così isolato».

Il giudice Beatrice Dani, dopo aver ascoltato tutte le parti, si è presa un’ora e mezzo di tempo prima di rientrare in aula, poco dopo le 15, per la lettura sentenza.

«Mi sembra una condanna al di sotto delle attese - spiega l’avvocato Barbara Luceri che rappresenta Veronica Franceschi - con calma leggeremo le motivazioni del giudice, il calcolo che ha fatto per arrivare a quella pena e nel caso faremo appello».

Di parere opposto il legale dell’imputato, l’avvocato Alessandra Costa. «Sono contenta per l’assoluzione per il reato di violenza sessuale, appena possibile presenterò l’appello affinché venga rivalutata l’infermità mentale del mio cliente».

Di quello che è avvenuto la mattina dell’11 marzo restano segni e ricordi. «Sono uscita di casa - spiega Veronica - e me lo sono trovato di fronte. Ricordo lo sguardo da assassino. Mi ha chiesto di seguirlo, voleva andare a prendere un caffè, ma era solo una scusa. Quando è salito sulla mia auto mi ha detto che voleva portarmi alle Fonti del Corallo, voleva fare l’amore con me e che gli sarebbero bastati dieci minuti e poi mi avrebbe riportato indietro. Io non gli ho creduto, altrimenti mi avrebbe sotterrato insieme all’uomo che aveva ucciso la sera prima. Allora ha tirato fuori il coltello e io sono fuggita, è stato allora che mi ha accoltellato per quattro volte».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il lutto

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore