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Livorno

La moglie: ditemi che non è vero

La moglie: ditemi che non è vero

Il dolore della donna, distrutta dalla tragedia. In lutto la Scopaia, dove lui abitava

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LIVORNO. «Ditemi che non è vero, vi prego, ditemi che è tutta una bugia». Bruna Pieri è disperata sulla barella dell’ambulanza che ieri pomeriggio s’è precipitata nella sua casa in via Ungheria per soccorrere lei e i suoi familiari. La donna ha appena saputo della morte del marito Mario Pardini, deceduto ieri a Perignano in un infortunio sul lavoro. Una notizia che in qualche modo ha ucciso anche lei, nel profondo del suo cuore, ancora innamorato del marito «come il primo giorno».

Il suo dolore è palpabile. E chi la conosce cerca invano di consolarla. «Lei e il marito erano tutt’uno - dicono i vicini commossi - Lui la coccolava ogni giorno, come se il loro rapporto fosse appena nato. Tutte le mattine le comprava la schiacciata e faceva la spesa, assecondando ogni sua esigenza. E lo stesso faceva lei per lui. Una coppia di altri tempi: erano molto affiatati».

La famiglia Pardini è sotto choc: non solo la moglie e le due figlie, ma anche il genero, cognati e nipoti. Mario era molto amato e stimato, anche nel quartiere della Scopaia, dove viveva con la moglie e con Romina, la figlia più piccola, da tre anni, dopo aver abitato una vita in via della Padula. In via Ungheria si sono riuniti tutti i parenti, compresa la primogenita Pardini, sposata e madre di due bimbi, un maschietto e una femminuccia. Nipoti adorati da Mario. Anche per lei è necessario l’intervento dell’ambulanza. Il personale del 118 la soccorre mentre senza forze giace sulle scale, semisvenuta tra le braccia del marito. «Mio padre non c’è più, aiutatemi», sussurra distrutta dal dolore.

«Che tragedia, non so come faranno Bruna e le sue figlie ora che Mario è venuto a mancare - dicono alcuni vicini - La famiglia era molto unita, trascorrevano sempre il pranzo della domenica tutti insieme, con i nipotini. Lui era una pasta d’uomo, si faceva in quattro per tutti. E se c’era bisogno di qualche lavoretto, lui non si tirava mai indietro: era sempre a disposizione. Aveva sistemato la casa da poco con grande dedizione». L’ultima volta Pardini è stato visto nel condominio della Scopaia ieri mattina presto. «Erano le 7 quando l’ho incrociato in strada, mentre andava a prendere il motorino per recarsi in ditta». Pardini da giovane era conosciuto in città anche come atleta di karatè, passione sportiva che però negli anni aveva abbandonato a favore di una totale dedizione per la famiglia e la professione. «Era una persona estremamente affabile, non credo abbia mai discusso con nessuno - racconta un altro vicino - Una cosa è certa: ci mancherà».

Lara Loreti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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