Gioco
Il futuro del mare corre sui binari
Due progetti-clou: lo scavalco per l’interporto e la direttissima in Darsena Toscana
LIVORNO. Ci sono due progetti ferroviari sui quali l’Authority livornese punta eppure sembrano quasi un Ufo nel dibattito cittadino: se i dragaggi sono ormai un problema di cui c’è consapevolezza diffusa, non è frequente trovare analoga attenzione ai due interventi che puntano di fatto a bypassare l’intoppo al Calambrone.
L’uno riguarda il collegamento del porto con l’interporto di Guasticce: i binari li hanno messi lì nel 2005 o forse prima, c’era stata perfino una inaugurazione-beffa nel marzo di sette anni fa ma poi non se n’è fatto di nulla. Adesso la Regione e tutti gli altri enti hanno spalancato all’Authority i cancelli dell’interporto. Ben vengano i soldi freschi di Palazzo Rosciano per la ricapitalizzazione (sarà forse l’unica a metter mano al portafoglio per acquisire le quote inoptate dell’aumento di capitale), ma l’istituzione portuale pone una doppia condizione: 1) non toccherà a noi tappare le falle del maxi-indebitamento pregresso; 2) per avere nell’interporto un vero retroporto è indispensabilissimo un efficiente collegamento ferroviario. Al dibattito Pd di sabato il governatore Rossi l’ha promesso: sarà la Regione a pagare lo scavalco ferroviario che rende possibile tutto questo.
Ancor più rilevante è il problema relativo alla direttissima ferroviaria con la Darsena Toscana: a fine agosto era stato il sindacato Filt Cgil a denunciare il rischio di perdere i fondi europei beccandosi la secca smentita dell’Authority.
Adesso è la stessa istituzione portuale a mettere l’accento sull’importanza di questo progetto da 33 milioni di euro: è sotto la lente di Bruxelles che sta analizzando se si tratta di aiuti di Stato non compatibili con le euro-normative. Cosa si controbatte da Livorno? La ferrovia non riguarderebbe solo la Sponda Ovest ma anche quella Est, dunque è un intervento di rafforzamento delle infrastrutture pubbliche sulle quali opera una pluralità di soggetti.
«Qui è in gioco – avverte il presidente dell’Autorità portuale, Giuliano Gallanti – un grosso salto di qualità per il sistema porto, che ci farebbe fare un balzo in avanti in termini di competitività: diventeremmo un “porto ferroviario”, e questo farebbe crescere la velocità di movimentazione in entrata e in uscita, aumentando l’appetibilità per tutta la fascia padana più Nord Est. Saremmo noi un passo o forse due avanti ai nostri concorrenti: non è forse vero che Anversa deve la sua fortuna al fatto che quasi la metà delle merci viaggia a terra via ferrovia?».(m.z.)
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