Il Tirreno

Livorno

«Bloccheremo le banchine con i nostri camion»

Da lunedì quattro giorni di sciopero degli autotrasportatori «Letta cambi la legge di stabilità su accise e pagamenti»

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LIVORNO. Se la situazione rimane quella delle ultime ore, da lunedì e per i successivi quattro giorni gli autotrasportatori bloccheranno il porto di Livorno, aderendo a uno sciopero nazionale sotto lo slogan «giù le mani dalle accise». Il responsabile territoriale della sigla sindacale Trasportounito, Piero Muscas, parla di mille camionisti pronti a mettere i loro mezzi pesanti davanti alle banchine per bloccare completamente lo scarico delle merci e l’attività portuale in genere. Con ripercussioni in varie direzioni. «Per evitare lo sciopero servirebbe un provvedimento urgente e molto rapido da parte del governo - spiega Muscas - in tema di accise e di tempi di pagamento. Ma non crediamo che, questa volta, si riuscirà a evitare».

Vari sindacati degli autotrasportato (tra gli altri Unatras, Anita e Movimento cooperativo e lo stesso Trasportounito, hanno comunicato al premier Enrico Letta che dalla mezzanotte tra domenica e lunedì ci sarà il fermo nazionale dei servizi. Il motivo scatenante della protesta è contenuto all’interno della legge di Stabilità: il taglio sul rimborso delle accise carburanti. Il ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Maurizio Lupi, ha scritto a Letta e al titolare del dicastero dell’economia e delle finanze, Fabrizio Saccomanni, dicendo sostanzialmente che la decisione di ridurre fino al 25% i crediti d'imposta previsti a favore degli autotrasportatori per il rimborso delle accise sul gasolio è stata presa a sua insaputa. O meglio: «È stata comunicata con increscioso ritardo il mio dicastero».

Lupi si schiera dalla parte dei camionisti, auspicando «un intervento immediato sulla previsione normativa per scongiurare il fermo». Quello che si aspettano i sindacati, anche se ci credono poco. «Ormai siamo alla frutta - spiega ancora Muscas - perché non c’è solo il problema delle accise. Ma anche l’abusivismo, i tempi di pagamento che devono essere garantiti in trenta giorni, il caro-gasolio e tutte quelle problematiche che hanno obbligato moltissime aziende a chiudere e a lasciare a casa i propri dipendenti».

Muscas assicura che il porto di Livorno, ma anche gran parte delle arterie e delle attività economiche della zona saranno bloccate per quattro giorni a partire dalla mezzanotte di domenica. Una perdita consistente in termini economici, se lo sciopero sarà davvero messo in atto, che Lupi indica in un miliardo e mezzo al giorno a livello nazionale. Ci sono quattro giorni per provare ad avvicinare le parti ed evitare una protesta che, ogni volta che è stata messa in pratica, ha sempre creato notevoli problemi a tutti.

Andreas Quirici

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