Il Tirreno

Livorno

fabi, rinnovato il direttivo

Anche il sindacato dei bancari lancia l’sos su crisi e contratti

LIVORNO. L'Hotel Palazzo ha ospitato nei giorni scorsi l'undicesimo congresso della Federazione autonoma bancari italiani di Livorno (Fabi): uno dei sindacati bancari più rappresentativi, che nella...

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LIVORNO. L'Hotel Palazzo ha ospitato nei giorni scorsi l'undicesimo congresso della Federazione autonoma bancari italiani di Livorno (Fabi): uno dei sindacati bancari più rappresentativi, che nella provincia di Livorno conta oltre 450 iscritti. L'iniziativa, dal titolo “Consapevolezza, coerenza e dignità”, che ha richiamato la partecipazione di alcune delegazioni bancarie come San Paolo, Unicredit, Banco Popolare, è stata l'occasione per rinnovare il direttivo e la segreteria provinciale, ma anche i rappresentanti del congresso nazionale. Un'occasione per fare il punto sulla crisi che anche il sistema bancario sta vivendo in questo particolare momento storico, e per discutere delle problematiche che Fabi, in quanto sindacato, sta vivendo a causa della disdetta anticipata del contratto collettivo nazionale di settore da parte dell'Associazione bancaria italiana (Abi). Il tutto a poche settimane dallo sciopero di categoria del 31 ottobre.

Al congresso sono intervenuti il segretario amministrativo di Fabi, Marina Baule, e il coordinatore della segreteria livornese, Antonio Mirra. Ma anche l'assessore al bilancio Valter Nebbiai e il vescovo Simone Giusti. «Il settore bancario – interviene Marina Baule – sta vivendo un momento drammatico: oltre al tentativo da parte di Abi di recidere il contratto del nostro sindacato e la volontà dei banchieri di destabilizzare i nostri settori, la riforma Fornero, e quindi l'innalzamento dell'età pensionabile, ha inibito la possibilità di chiedere prepensionamenti, andando a gravare sugli esuberi che di fatto ci sono e che non possono trovare collocazione». «Questo congresso – continua Mirra – si inserisce in un contesto legato alla disdetta del contratto da parte di Abi e della conseguente messa in discussione del nostro ruolo come sindacato. Abi vorrebbe ritrattare tutto: il salario e, soprattutto, sostituire il contratto collettivo nazionale con un contratto di prossimità aziendale. Un cambio di rotta che non ci aspettavamo che necessita di una risposta forte, che ci auguriamo arrivi con lo sciopero del 31 ottobre». E aggiunge: «In questo momento, l’obiettivo principale è di riconfermare l'importanza del nostro contratto di settore».

Il nuovo direttivo sarà costituito da: segretario coordinatore Antonio Mirra, segretario amministrativo Marina Baule, Domenico Cutupri, Stefano Fiorindi e Antonio Fulceri.

Rosanna Harper

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